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Oltre 1 mln di euro di contributi

Ma i trentini non fanno domanda

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Oltre un milione di euro in sgravi sui costi di energia elettrica e gas diretti al Trentino non vengono richiesti dagli aventi diritto. Ha dell’incredibile considerando che si tratta di sconti sulle bollette di elettricità e gas, spese vive, quindi, che incidono concretamente e sistematicamente sui conti delle famiglie.
A rivelare l’opportunità mancata da molte famiglie è il Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti sulla base dei dati diffusi dal rapporto annuale dell’Autorità per l’energia (Arera) che informa sullo stato di attuazione del bonus sociale elettrico e gas, misure indirizzate a quegli utenti che presentano disagio economico e fisico.
In Trentino, per quanto riguarda gli sgravi sull’energia elettrica, ben oltre la metà di chi potrebbe usufruirne, il 63%, non presenta la domanda: infatti secondo i dati diffusi, al 30 giugno 2018 erano 5.178 le famiglie che avevano fatto richiesta e godevano dell’agevolazione prevista dalla legge, su un potenziale bacino di 14.000 nuclei famigliari potenzialmente interessati.
Va appena un po’ meglio se si vanno a verificare i numeri di coloro che richiedono il bonus gas: al momento le agevolazioni in corso nelle famiglie trentine sono 4.800, su un minimo di circa 9.900 famiglie potenzialmente candidabli a ricevere lo sconto in bolletta.
Il bonus elettrico legato a difficoltà economiche è compreso in un range che va dai 125 ai 184 euro annui, l’importo esatto dipende dal numero dei componenti del nucleo familiare, mentre per il bonus legato al disagio fisico varia in una forbice compresa fra 193 e 692 euro all’anno (a seconda della potenza contrattuale, delle apparecchiature elettromedicali utilizzate e dal tempo di utilizzo giornaliero).
Questo per quanto riguarda le possibili agevolazioni sulla bolletta elettrica, mentre nel caso del bonus gas si va dai 32 ai 273 euro all’anno di risparmio, e in questo caso fra le variabili prese in considerazione ci sono la fascia climatica in cui si trova l’immobile, il numero dei componenti del nucleo familiare e il tipo di contratto di fornitura, ovvero se si tratta solo di acqua calda oppure nel contratto è compreso anche il riscaldamento.
Nonostante queste agevolazioni esistano già da vari anni, sono quindi ancora molti gli utenti che non sono al corrente della loro esistenza e di conseguenza non chiedono di usufruirne e le ragioni sono diverse, compresa la percepita difficoltà ad avere a che fare con i documenti e la burocrazia richiesta per avanzare la domanda.
«Già lo scorso anno - sottolineano le associazioni dei consumatori - avevamo evidenziato che una percentuale molto elevata dei potenziali aventi diritto non richiedeva i bonus, vuoi perché non sa della loro esistenza, vuoi perché teme ostacoli burocratici nella procedura di richiesta, vuoi ancora perché ritiene che il proprio Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente, in vigore da quest’anno) sia troppo alto per averne diritto».
I criteri per l’applicazione dei bonus sono legati all’indicatore Isee - che non deve essere superiore a 8.107,50 euro e a 20.000 euro nel caso di nuclei con più di tre figli a carico -, alla titolarità di un contratto di fornitura di energia elettrica o gas e, nel caso del bonus sull’elettricità concesso a causa della presenza di disagi fisici, alla presenza di macchinari salvavita alimentati a elettricità.
La mancata conoscenza e richiesta dell’aiuto economico accomuna il Trentino al resto d’Italia: a livello nazionale infatti, pur con un aumento complessivo dei beneficiari rispetto al monitoraggio precedente, la percentuale di chi usufruisce della misura di natura sociale rispetto a chi ne avrebbe diritto è ancora molto limitata, e si ferma tra il 30% e il 32%.

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