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Ciclabile Centochiavi-Ponte Alto

Per Biasioli «si può fare»

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«Non c’è incompatibilità tra le due proposte di ciclabile». Paolo Biasioli, vicesindaco e assessore alla mobilità del Comune di Trento, nè è convinto: la soluzione proposta dalla Provincia di Trento, progettata dal Servizio opere stradali, la Centochiavi-Ponte Alto che utilizza il sedime della ex Statale 47 delle Laste non è la pietra tombale dell’ipotesi di collegamento, a suo dire preferibile, tra la stazione e Ponte Alto attraverso il centro cittadino e via Grazioli.

Assessore Biasioli, ha visto? Da una parte, una decina di consiglieri comunali che sollecitano la Giunta a realizzare la ciclabile lungo via Grazioli; dall’altra, la proposta del Servizio opere stradali della Provincia di utilizzo del sentiero del Mesotrekking da Piazzina... Che ne dice?

«Premesso che è in appalto il progetto da Ponte Alto verso Pergine, a mio avviso non c’è contrapposizione tra le due soluzioni progettuali: sono compatibili».

Perché?

«Perché la soluzione dell’ingegner Monaco (dirigente del Servizio opere stradali, ndr) è una proposta fatta in attesa della soluzione definitiva, strutturale, per arrivare dal centro a Povo-Mesiano attraverso via Grazioli. Che anch’io considero migliore...».

Ma...

«Ma c’è il fatto che, prima, c’è da definire come superare il balzo di Mesiano, i 70-80 metri di dislivello, se con una scala mobile, la funicolare, un ascensore. È pur vero che si diffondono le bici elettriche, ma anche il tratto finale di via Grazioli, per pendenza, è problematico. Ma ribadisco: per la città, anche politicamente, una pista che sale da via Grazioli è la soluzione migliore».

Intanto, però, la Provincia procede con la Centochiavi-Ponte Alto, con innesto ai Solteri, tra le case di Piazzina.

«Ci sta: è una soluzione soft, che può essere attrezzata in modo veloce, utilizzando new jersey e isole spartitraffico a protezione dei ciclisti. Una soluzione provvisoria per garantire il collegamento, in attesa di chiarire la soluzione tecnica per l’altra ipotesi dal centro storico».

Scala mobile o ascensore per superare il balzo di Mesiano o di via Valsugana?

«La scala mobile ha il limite di essere una soluzione esterna, con il problema di essere soggetta alle intemperie. Per l’ascensore è diverso. È stato proposto per il Bondone, in roccia, senza la trazione a fune. In quel caso, potrebbe essere problematico stare 12 minuti al chiuso. Diverso è per il collegamento con Mesiano e Povo».

Qual è la sua idea?

«La Provincia ci ha autorizzato il parcheggio a Mesiano, che potrebbe avere funzioni di attestamento per chi viene da Pergine ed essere anche al servizio dei visitatori dell’orrido di Ponte Alto. Ci risolverebbe anche il problema dell’impatto paesaggistico ambientale della funicolare nel tratto davanti a Villa Gherta in via dei Valoni. Gli uffici tecnici saranno chiamati a valutare tutti gli aspetti. Nell’attesa, può andare bene la soluzione provvisoria da Piazzina, lungo la ex Statale: non tutti i ciclisti che vengono da Nord per andare in Valsugana, passano dal centro città».

Sullo stesso sedime della ex Statale è stato ipotizzato il transito della tramvia (progetto Ring) per la collina est...

«Ma si sa benissimo che, fino a quando non sarà spostata la ferrovia della Valsugana in una nuova galleria, per un ingresso dei treni da nord, la tramvia non è realizzabile: un investimento da 100 milioni di euro, per il quale ci vorranno, tra progetti, appalti e lavori, almeno dieci anni. E la priorità, per Trento, è l’interramento della ferrovia del Brennero. Intanto, si può fare la ciclabile lungo al ex Statale».

Ha visto il progetto definitivo?

«No, solo una bozza. Ma l’assessore Mauro Gilmozzi mi ha garantito che è una soluzione soft per garantire il collegamento con Ponte Alto».

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