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Fondo periferie, 18 milioni di euro congelati

Il Governo li rinvia al 2020. Trento protesta: un danno

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Con un emendamento del Governo al disegno di legge di conversione del decreto Milleproroghe, approvato lunedì dal Senato, sono slittati di due anni - ovvero al 2020 - gli stanziamenti di circa 2 miliardi di euro che erano stati destinati dai precedenti esecutivi di Renzi e Gentiloni al cosiddetto «Bando periferie» per investimenti di rigenerazione urbana di 96 tra città capoluogo e aree metropolitane, che nel frattempo hanno firmato specifiche convenzioni con la presidenza del Consiglio. Tra queste città c'è anche Trento, che ha ottenuto finanziamenti statali per 18 milioni di euro ed è ora già in fase avanzata di progettazione per l'utilizzo di quelle risorse nell'intervento che è stato chiamato «Santa Chiara open lab». 

Il sindaco Alessandro Andreatta è molto preoccupato e si augura che la norma venga corretta a settembre dalla Camera per non arrivare a diffidare il Governo al rispetto della convenzione, come già minacciato ieri dall'Anci, che è l'associazione nazionale dei Comuni.
«Noi abbiamo fatto affidamento su queste risorse - sottolinea il sindaco Andreatta - in base alla convenzione che abbiamo firmato con il Governo il 18 dicembre del 2017 e che è stata registrata dalla Corte dei Conti. Capisco che il Governo stia cercando in tutti i modi di recuperare risorse visto che gli servono 20-23 miliardi e questa operazione gli consente di recuperare 1 miliardo, ma non può farlo penalizzando quelle città capoluogo di tutti i colori politici che si sono date da fare per progettare investimenti, come nel nostro caso, e sono già molto avanti. Non se ne capisce la ratio. È vero - aggiunge il sindaco di Trento - che ci sono città in ritardo nella progettazione, ma con questo differimento dei finanziamenti stanziati si vogliono penalizzare i più virtuosi e non lo riteniamo corretto. Noi andiamo avanti come previsto ma è evidente che questo ci arreca un danno e dunque speriamo che alla Camera si corregga il provvedimento, almeno differenziando tra chi è già molto avanti con le progettazioni e i bandi da chi è in ritardo». 

Ieri mattina all'alba anche l'assessore ai lavori pubblici, Italo Gilmozzi , che è in vacanza, si è allarmato visto che alcune opere sono già in fase di appalto e si è attivato per verificare l'impatto del provvedimento voluto dal governo Lega-5 Stelle e approvato in commissione all'unanimità, opposizioni comprese, anche se poi ieri il Pd lo ha contestato chiedendone la correzione. 

Il Comune di Trento ha partecipato al Bando periferie, che risale al maggio 2016, con una proposta denominata «Santa Chiara Open Lab - programma di rifunzionalizzazione e di riuso sostenibile dell'area Santa Chiara», articolata in moduli funzionali e finalizzata alla riqualificazione del comparto urbano che si sviluppa attorno al parco Santa Chiara, per un importo complessivo di 41.034.000 euro di cui 23.034.000 a carico di privati e 18.000.000 con richiesta di finanziamento statale. Degli otto moduli previsti, cinque riguardano interventi strutturali su beni immobili (edifici e spazi aperti), due riguardano servizi ed uno è interamente a carico di privati. 

Il Comune di Trento sottolinea che: «Il programma è stato interamente finanziato con i 18.000.000 e la convenzione tra il Comune di Trento e la presidenza del Consiglio dei ministri è stata sottoscritta dal sindaco il 18 dicembre 2017 e registrata dalla Corte dei Conti il 26 marzo 2018. Dei 18.000.000 milioni ammessi a finanziamento 14.100.000 sono già stati impegnati e sono attualmente in fase di appalto. I restanti 3.900.000 riguardano opere per le quali sono già stati affidati gli incarichi di progettazione e sono stati approvati i progetti definitivi che sono stati inviati alla presidenza del Consiglio alla scadenza fissata in convenzione». 

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