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Droga fuori dall'oratorio

Condannato un fornitore

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Sceglievano luoghi frequentati dai giovanissimi e poi piazzavano la droga. A portare alla luce, tra il 2014 e il 2015, un giro di spaccio che coinvolgeva anche minorenni, era stata un’operazione dei carabinieri di Cavalese. Nei giorni scorsi, uno dei soggetti coinvolti - un 30enne albanese residente in provincia di Bergamo - è stato condannato a sei anni di reclusione e 18mila euro di multa per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio. Secondo l’accusa l’imputato sarebbe stato uno dei fornitori. Al processo davanti al giudice Giuseppe Serao è invece arrivata l’assoluzione per un 40enne macedone di Pergine, mentre è stata stralciata la posizione di un terzo soggetto, un 51enne cosentino.
L’operazione dei carabinieri, come detto, aveva portato alla luce un giro di spaccio che coinvolgeva anche ragazzi minorenni: dosi di eroina, cocaina ed anche hashish vendute in valle di Fiemme. Basta pensare che ad uno degli imputati vengono contestate ben 124 cessioni di droga, con l’aggravante di avere spacciato la sostanza stupefacente anche a soggetti minorenni ed avere coinvolto nella stessa attività di cessione anche un ragazzino. Ad un altro dei soggetti coinvolti venivano imputate 61 cessioni di sostanza stupefacente, questa volta vendute in Valsugana.
La «piazza» scelta dal gruppetto per piazzare la droga era quella dei luoghi di aggregazione. La droga veniva venduta in particolare nei pressi di ospedali e comunità di giovani, come emerge dalle contestazioni. Ma cocaina ed eroina venivano vendute anche presso il campetto dell’oratorio di Cavalese. Tra le fonti di prova agli atti ci sono soprattutto intercettazioni le telefoniche.
Tra i fornitori della droga, come detto, ci sarebbe stato anche il 30enne albanese condannato. Secondo l’accusa, in particolare, in due distinte occasioni l’uomo aveva procurato e consegnato ad un connazionale partite di cocaina. Carichi di un centinaio di grammi ciascuno, che l’imputato si sarebbe premurato di fare arrivare dalla provincia di Bergamo a Trani, a bordo di un pullman. La droga, sarebbe quindi arrivata sulla pizza trentina, pronta ad essere venduta ai giovanissimi delle valli di Fiemme, in particolare Cavalese ed anche della Valsugana, oltre che del capoluogo. Tra questi anche un ragazzo minorenne, che avrebbe acquistato per 17 volte sia hashish che marijuana. Altri tre minori, sempre della val di Fiemme, risultano tra gli acquirenti, in questo caso per un paio di cessioni.
Dalle indagini è emerso che i soggetti coinvolti si sarebbero mossi tra la Val di Fiemme e la Valsugana, dove altri due imputati sono accusati di avere concordato la vendita di ben un chilo e mezzo di sostanza stupefacente. Per uno dei fornitori, come detto, l’altro giorno è arrivata la condanna a sei anni di reclusione.

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