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Slot machine, è polemica

sulla proroga di due anni

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L’approvazione dell’emendamento, presentato da Giacomo Bezzi (Forza Italia), che rinvia di due anni l’obbligo di trasferimento delle sale da gioco collocate in zone sensibili ha fatto molto discutere. Tra i favorevoli a questa proroga c’è anche Luca Zeni, assessore provinciale alla salute, che ha votato a favore dell’emendamento. Fino al 2020, quindi, le sale dei giochi d’azzardo rimarranno tutte al loro posto, nei pressi di scuole, ambulatori, centri per anziani ed altri luoghi considerati «sensibili».
Tra le voci più autorevoli che si sono fatte sentire c’è Donata Borgonovo Re, consigliere provinciale del PD, che si è scagliata apertamente contro Zeni. Nel suo partito ci sono però voci discordi sulla questione, tanto che al momento della votazione all’emendamento del disegno di legge non tutto il PD si è dimostrato unito.

«Già due volte la Corte costituzionale - afferma Borgonovo Re - ha espresso il suo autorevole parere sulla possibilità di restrizioni, anche territoriali, per proteggere fasce deboli della popolazione. Nel 2011 aveva riconosciuto la facoltà di disciplinare la materia introducendo limiti e regole restrittive per l’installazione di apparecchi in esercizi pubblici e per l’apertura di sale da gioco. Nel 2017, invece, sempre la Corte ha nuovamente ribadito la competenza dei legislatori regionali e provinciali nello stabilire, con proprie norme, interventi di prevenzione del fenomeno della dipendenza. Le regioni e le province autonome si vedono quindi legittimate con forza ad introdurre norme severe se non ad inasprire le norme esistenti per arginare, attraverso la prevenzione, un fenomeno sociale di drammatica intensità. Non capisco le motivazioni, addotte dall’Assessore provinciale alla salute, per l’ulteriore moratoria di due anni».

La risposta di Zeni non si è fatta attendere. L’assessore alla salute si è difeso sostenendo che c’è un elevato rischio di dover far fronte a numerosi contenziosi da parte delle case di gioco. «Informo la consigliera Borgonovo Re - afferma l’assessore provinciale - che la Corte Costituzionale ha ritenuto compatibile i distanziometri con il decreto Balduzzi (del 2012, poi convertito in legge ndr), quindi in linea generale dichiarando legittimo la facoltà di porre delle limitazioni al gioco da parte delle Regioni. La stessa Corte nelle motivazioni non si esprime sull’effetto espulsivo delle disposizioni, ossia sulla concreta portata dei raggi d’interdizione delle disposizioni, ponendo anzi la questione come potenzialmente problematica. Che la questione non sia stata definita dalla Corte è purtroppo dimostrato dai contenziosi in corso. Basti pensare che a Bolzano vi sono venti ricorsi di case da gioco in atto che hanno ottenuto la sospensiva al Consiglio di Stato, pur essendo scaduto il termine lì previsto, e quindi sono tuttora attive. Chiarito tutto ciò è quindi evidente che il rischio di contenziosi esista anche in Trentino, e pertanto la presa di posizione della collega non risulta corretta nel merito».

Come riportato sopra, all’interno del PD non c’è unità sull’argomento. A votare a favore sull’emendamento è stato il consigliere Alessio Manica. «Il PD ha costantemente lavorato per contrastare e prevenire la ludopatia. Abbiamo promosso l’approvazione della legge 13 del 2015, che introduce limitazioni alla diffusione delle slot machine. Con riferimento all’emendamento proposto dal Consigliere Bezzi, la Giunta ha comunicato ai Gruppi il proprio parere favorevole sulla base di ragioni di ordine commerciale, giuridico e di difficoltà di applicazione della norma. Questo non mette in alcun modo in discussione la linea del PD e della maggioranza, che sul tema delle prevenzione e del contrasto alle dipendenze ed alla ludopatia è sempre stata chiara. Il nostro obiettivo era di sbloccare l’approvazione dell’assestamento di bilancio».

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