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«Ridurre orari di utilizzo delle slot-machine»

Trento: la mozione in discussione a settembre

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Ridurre l'orario di accensione delle slot-machine e delle video-lotterie all'interno dei locali pubblici della città, consentendone l'utilizzo solamente nel pomeriggio e nella serata, allo scopo di contenere, se non propriamente contrastare, la diffusione del gioco d'azzardo tra la popolazione. A chiederlo, in una mozione depositata nei giorni scorsi presso il Consiglio comunale della città, è il consigliere del Movimento 5stelle (M5s) Andrea Maschio, che ha presentato nei giorni scorsi un documento in cui chiede l'emissione di un'apposita ordinanza da parte del sindaco Alessandro Andreatta. L'istanza, che verrà discussa in aula presumibilmente tra il mese di settembre e quello di ottobre, è stata presentata all'indomani dell'approvazione del dibattuto emendamento alla legge provinciale di merito, che prevede lo slittamento dell'entrata in vigore della normativa che proibisce il gioco d'azzardo nei pressi delle aree considerate sensibili al 2022.
«Da tempo - ha spiegato Maschio - constatiamo l'affermarsi di una vera e propria emergenza sociale, che non deve essere trascurata per logiche di partito. Mentre il nostro Consiglio provinciale approva le deroghe, in Piemonte le disposizioni sono già in vigore da tempo. Mi auguro che questa nostra proposta possa trovare la condivisione dell'aula, nella convinzione si tratti di un provvedimento di interesse collettivo».
Redatta sull'esempio di quella già emanata a Torino, i cui ricorsi presentati dalle associazioni di categoria sono stati rigettati per sentenza del Consiglio di Stato, la mozione prevede la possibilità di attività per le cosiddette macchinette con vincita di denaro in due diverse fasce orarie, comprese tra le 14 e le 18 nel pomeriggio, e tra le 20 e le 24 la sera.
Nelle intenzioni del proponente, che si è avvalso della collaborazione del consigliere pentastellato Filippo Degasperi, da tempo attivo sul tema, l'ordinanza del sindaco dovrebbe fare da apripista a livello locale, in attesa della convocazione del tavolo di confronto tra Comuni previsto da un recente ordine del giorno approvato in Consiglio provinciale.
«L'emendamento approvato in Consiglio provinciale la scorsa settimana - ha detto proprio Degasperi, prendendo la parola a proposito della polemica in corso in questi giorni - dimostra ancora una volta la debolezza sia della coalizione di centrodestra, sia di quella di centrosinistra, oltre a mostrare l'ipocrisia della Giunta che nel 2015 approva una serie di azioni per il contrasto del gioco d'azzardo e tre anni più tardi fa passo indietro per non perdere le entrate del settore. Ora è arrivato il momento di dare un indirizzo preciso, anche per il dilagare di un problema che assume i caratteri di vera e propria piaga sociale».
Secondo quanto riferito dagli esponenti del M5s, nel corso del 2017 in Trentino sono stati giocati alle slot-machine all'incirca 388milioni di euro, mentre nelle previsioni di bilancio provinciale si prevede un incremento significativo di entrate sulla voce «Imposta unica sui concorsi pronostici e scommesse» (da 32 a 50,7 milioni di euro).


LE PAROLE DELL'ASSESSORE ZENI 

La proroga prevista dall'emendamento Bezzi alla legge in materia di gioco d'azzardo approvata dalla Provincia nel 2015, che sposta avanti di due anni l'applicazione della normativa riguarda le sole sale da gioco dedicate esistenti attualmente a meno di 300 metri da luoghi sensibili come scuole, centri anziani o ricreativi, che in base alla legge del 2015 hanno obbligo di spostarsi. 
Si tratta di una quindicina di esercizi sul territorio.
La deroga di due anni non riguarda invece tutti bar o locali pubblici limitrofi a luoghi sensibili che al momento dell'approvazione della norma avevano già installato slot machine e apparecchi da gioco al loro interno: questi dovranno adeguarsi alla normativa e togliere le macchinette da gioco dai loro esercizi. 
L'approvazione, a sorpresa, dell'emendamento presentato dal consigliere Giacomo Bezzi (Forza Italia) aveva fatto sollevare la protesta delle associazioni che si occupano di dipendenza da gioco. 
L'assessore provinciale alla Sanità Luca Zeni rassicura: «La linea della Provincia su un tema delicato e sensibile come le dipendenze continua ad essere portata avanti, ma di questa questione particolare di natura giuridica che non è nemmeno di competenza della sanità, non va ad incidere minimamente nelle politiche che portiamo avanti in materia di dipendenza di gioco». 
E spiega: «La proroga passata in Consiglio compete il commercio e non la sanità - specifica - e serve solo ad evitare che poiché si vanno a chiudere delle attività nascano contenziosi. Il tempo in più servirà a valutare anche la giurisprudenza su casi simili ed evitare ricorsi dannosi per tutti. È una fattispecie particolare di tipo giuridico che non incide minimamente sulle azioni che si stanno portando avanti contro le dipendenze, basate su due pilastri, da una parte la prevenzione con la formazione ai giovani per dare loro gli anticorpi per resistere a certe tentazioni, dall'altra la cura sulle problematiche esistenti».

 

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