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Amaro in bocca per il Trentino alle Olimpiadi 2026

Nel piano della candidatura in provincia solo briciole

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Amaro in bocca per il Trentino dopo l’approvazione ufficiale, all’unanimità, da parte del Consiglio del Coni della candidatura trina, dell’intero arco alpino, di Cortina, Milano e Torino ad ospitare le Olimpiadi invernali del 2026.
Sul territorio provinciale, inizialmente candidato con Cortina, si puntava ad avere salto, combinata nordica e Sci di fondo in Valle di Fiemme oltre al pattinaggio di velocità nel palazzetto di Baselga di Pinè, invece sono arrivati solo il salto e la combinata nordica.

È la scelta di non svolgere in Val di Fiemme le gare dello sci di fondo, assegnate invece nel documento approvato a Santa Caterina Valfurva, in Valtellina, a lasciare più perplessi gli addetti ai lavori trentini.
Rimane fuori da tutto l’Alto Adige, anch’esso presente nella candidatura originale dall’impronta «dolomitica» con Cortina, quando ancora le tre città italiane puntavano a candidarsi separatamente: si proponeva di ospitare fra Bolzano e Merano hockey, pattinaggio di figura, short track e biathlon ad Anterselva.

A onor del vero in una nota stampa il Coni specifica che il Masterplan approvato è un’ipotesi di ubicazione siti che «potrà essere affinata ed eventualmente modificata in fase di redazione del dossier di candidatura», lasciando aperta la possibilità di modifiche. Tant’è, il documento così com’è ha sollevato parecchie perplessità a Trento.

«Dire Cortina significa dire Dolomiti e quindi Trento e Bolzano - dichiarava ieri mattina, in attesa dell’ufficializzazione della candidatura a tre, Tiziano Mellarini , neo presidente della Fisi ma fino a poco tempo fa assessore provinciale con competenza allo Sport - il progetto del Coni prevede di candidare territori che abbiano anche una dotazione di impianti di un certo tipo, credo che il Trentino e la Val di Fiemme per le discipline nordiche siano assolutamente al top. Se si parla di eccellenza, e questa è l’indicazione che abbiamo ricevuto dal Coni per una candidatura davvero competitiva a livello internazionale, credo che debba essere senza dubbio riconosciuta l’eccellenza sullo sci nordico della Val di Fiemme».

Nel tardo pomeriggio di ieri la doccia fredda: rimane fuori Baselga di Pinè perchè il pattinaggio è previsto in parte a Torino (la velocità) e in parte a Milano (figura) e alla Val di Fiemme vanno solo il salto e la combinata nordica.
Una candidatura a tre frutto di un lavoro di mediazione e diplomatico del presidente del Coni Giovanni Malagò, che mira ad utilizzare le strutture che già ci sono e organizzare un’Olimpiade low cost con un investimento totale di 376,65 milioni di euro, secondo il dossier approvato dal Consiglio del Coni.

La triade Torino - Milano - Cortina sarà in lizza con Graz (Austria), Calgary (Canada), Sapporo (Giappone), Stoccolma (Svezia), Sion (Svizzera) e Erzurum (Turchia). Le candidature ufficiali saranno presentate a ottobre, la scelta della città vincitrice sarà il 10 settembre 2019, a Milano.

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