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Sesso gratis per il finto

carabiniere della Rotaliana

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C'è chi finge di essere un «uomo di potere» per ottenere favori economici, dal regalo allo sconto sugli acquisti; ma c'è anche chi millanta di indossare la divisa solamente per trascorrere qualche minuto di intimità con «professioniste» e senza versare un euro. Era alla ricerca di amori mercenari, a prezzo di favore, il 44enne della Rotaliana condannato nei giorni scorsi ad un anno di reclusione, pena sospesa.  

L'uomo è accusato di millantato credito: fingeva di essere un appartenente all'Arma per poter approfittare delle prestazioni sessuali offerte da una donna italiana, la stessa che lo ha messo nei guai. I fatti di cui si è discusso in un'aula del tribunale risalgono al 2012. L'imputato aveva raccontato alla conoscente, che sbarca il lunario vendendo il proprio corpo, di essere un carabiniere aggiungendo alla storia dettagli convincenti. L'uomo, d'altronde, non era all'oscuro di ciò che accade nelle caserme e di come funzionano le indagini, dato che aveva realmente indossato la divisa di carabiniere fino a qualche anno prima. Di fatto, però, era già in congedo quando ha conosciuto la donna, nel 2011, periodo in cui iniziò ad intrattenere con lei una relazione puramente «professionale». I primi mesi le prestazioni erano ad un prezzo di favore, poi le pretese dell'uomo crebbero: tra i due non ci sarebbero più stati scambi di denaro. L'accordo era questo: lui le avrebbe fornito informazioni riservate in cambio di appuntamenti sexy.  

La donna, credendo che il cliente fosse davvero un carabiniere, si era rivolta a lui convinta che il suo cellulare fosse intercettato e che qualcuno la stesse pedinando. Con il timore di essere finita in un'indagine delle forze dell'ordine, aveva chiesto di verificare se i suoi sospetti avessero un fondamento. L'uomo, naturalmente, continuò a mentire, promettendo di controllare attraverso i suoi «referenti» se fosse davvero finita nei mirino degli investigatori, pretendendo però prestazioni sessuali gratuite. Quattro sono stati gli incontri a luci rosse, a due dei quali avrebbe partecipato anche un'amica della donna, come appurato nel corso delle indagine delle «vere» forze dell'ordine. Ma ad un certo punto della frequentazione, è caduto il palco: la triste verità è emersa, la donna ha denunciato tutto e il finto carabiniere è finito davanti al giudice. Il 44enne è stato dunque condannato ad un anno di reclusione, a 500 euro di multa ed al pagamento delle spese processuali, pena sospesa.

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