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Donna gelosa del compagno

Botte e minacce all'inquilina

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Sospettava che la giovane inquilina le volesse portare via il compagno e, complice qualche bicchiere di alcol in più, l’avrebbe presa a male parole e aggredita. La donna, una 47enne di origine moldava, è finita processo per un episodio avvenuto nell’ottobre dello scorso anno in un appartamento di Trento. Martedì la condanna a otto mesi con il pagamento delle spese processuali, pena sospesa.

La vittima dell’aggressione, una venticinquenne dell’Est Europa, ha raccontato che nel mese di ottobre dello scorso anno, assieme al fidanzato, era andata ad abitare nella stanza che la donna affittava per 300 euro al mese. Era passato qualche giorno e tra la giovane e la padrona di casa erano volate parole forti. Racconta la vittima che una notte, attorno all’una, aveva sentito rincasare la donna e l’aveva salutata, ricevendo come risposta una serie di offese irripetibili. La proprietaria di casa - in stato d’alterazione alcolica come ha denunciato la vittima - l’aveva insultata, accusandola di aver avuto una storia con il suo compagno, minacciando di ucciderla.

«Ti ammazzo», le aveva detto, «chiamo i miei uomini e vi faccio vedere come vi dovete comportare», riferendosi alla giovane ed al fidanzato di quest’ultima. Ed ancora: «Vi faccio gonfiare di botte e vi butto fuori casa».

Dalle parole qualche ora dopo è passata ai fatti. Alle 6 del mattino, approfittando del fatto che la ragazza era sola (il fidanzato era andato al lavoro), con il duplicato della chiave aveva aperto la porta della stanza e si era scagliata contro l’ospite, dandole calci e pugni e tirandole i capelli. La giovane si era rivolta al pronto soccorso, dove era stata medicata e poi dimessa con tre giorni di prognosi. Assieme al fidanzato aveva quindi deciso di andarsene via dall’appartamento prima della fine del mese, nonostante avesse anticipato i soldi, e di presentare denuncia.

La 47enne, che già in passato era finita nei guai per gli stessi reati (ha infatti una recidiva infraquinquennale specifica), è finita a processo. Martedì è arrivata la condannata per minacce, lesioni personali e violazione di domicilio (per essere entrata nella stanza affittata alla coppia), mentre è stata assolta per il reato di violenza privata: secondo l’accusa avrebbe costretto la coppia a lasciare la stanza che aveva subaffittato, ma per il giudice Giovanni De Donato non ci sarebbe prova idonea e dunque il fatto non sussiste. Al processo la giovane inquilina si è costituita parte civile.

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