Salta al contenuto principale

Aggressioni di cani,

1.100 casi in 5 anni

Chiudi
Apri
Per approfondire: 
Tempo di lettura: 
2 minuti 3 secondi

Sono state più di mille le aggressioni di cani contro persone o contro animali registrate negli ultimi cinque anni in provincia; 19 gli animali «sorvegliati speciali», ma anche i proprietari vengono invitati a seguire un percorso formativo per essere in grado di gestire le situazioni.
Dal 2013 sono stati registrati all’anagrafe canina del Trentino 30.993 cani.

Un numero che conferma il cambiamento sociale in atto, con la comunità allargata a piccoli e grandi animali d’affezione, ed evidenzia l’impegno dei proprietari a «regolarizzare» l’animale con il microchip.
Ma la convivenza non è semplice; ci sono cani che si ribellano ai proprietari, aggrediscono sconosciuti o si lanciano contro i loro simili, ferendoli anche mortalmente.

Episodi che, per il consigliere provinciale Filippo Degasperi (M5S), «lasciano emergere un problema di sicurezza pubblica». In un’interrogazione Degasperi chiama in causa l’attività dell’Azienda sanitaria provinciale, evidenziando che dal 2013 è in vigore un’ordinanza sulla «tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani» che mira alla responsabilizzazione, all’educazione e alla formazione di chi ha un amico a quattro zampe.

La risposta arriva dall’assessore Luca Zeni: per ciascun episodio di morsicatura segnalato i Servizi veterinari dell’Azienda sanitaria, spiega Zeni, vengono raccolte tutte le informazioni del caso, dalle persone coinvolte all’identità dell’animale (attraverso microchip o tatuaggio), per stabilire lo stato di salute del cane e il rischio di infezione per chi è stato ferito. In cinque anni gli episodi gravi di morsicatura sono stati 1.112 e per tutti questi casi sono stati attivati accertamenti sulle condizioni psicofisiche dell’animale e sulla sua corretta gestione.

Per 19 cani è stato riscontrato un potenziale rischio di pericolosità: in questi casi sono previsti (e vengono attuati) percorsi formativi, interventi terapeutici, misure contenitive, con la consulenza di un veterinario esperto di comportamento animale. Ma anche i proprietari dei cani problematici vengono tenuti «sotto osservazione»: otto persone hanno intrapreso uno specifico percorso formativo presso strutture qualificate e alla presenza di educatori.

Si sono registrati anche episodi di «recidiva». Due cani di proprietà della stessa persona, responsabili di ripetuti episodi di aggressione, si trovano ora in canile sotto sequestro, assieme al terzo cane proveniente dal medesimo nucleo. È stata infatti riscontrata una non corretta gestione degli animali da parte del proprietario.
C’è dunque sinergia tra l’Azienda sanitaria, i consulenti veterinari presenti sul territorio e i sindaci (quali autorità responsabili della tutela dell’incolumità pubblica) nel risolvere i problemi legati all’aggressività di alcune razze e spesso all’inadeguatezza delle persone nell’educare i propri animali.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?