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Squadre di moto-soccorso

e defibrillatori in A22

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L’autostrada del Brennero guarda al futuro e lo fa puntando, oltre che su innovazione e sostenibilità ambientale, su prevenzione e sicurezza. Queste le linee strategiche «dell’Autostrada più sicura d’Italia» che, forte di un tasso di incidentalità in costante calo, resta decisa a percorrere «un cammino già intrapreso da tempo, il cui fine permane la tutela dei migliaia di utenti che ogni giorno transitano lungo l’arteria dell’A22».

Prevenzione e sicurezza dunque, declinate in una serie di progetti presentati ieri mattina all’interno del convegno «Gestione delle emergenze sanitarie e soccorso stradale in Autostrada del Brennero». Un dato tra tutti: ogni giorno transitano lungo l’arteria 43.297 veicoli, per un totale complessivo di 71 milioni di mezzi effettivi nel 2017, coordinati da 1.000 dipendenti di A22.

«In caso di emergenza - ha osservato il presidente di Autostrada del Brennero Luigi Olivieri - gli Ausiliari della Viabilità hanno un tempo medio di intervento, nell’85% dei casi, pari ad appena 7 minuti. Efficaci disposizioni di pronto intervento alle quali, da oggi, si aggiunge l’installazione di 25 aree cardio-protette con defibrillatore presso gli spazi esterni presso ciascuna area di servizio dell’autostrada, collegate con la centrale operativa della Croce Bianca di Bolzano 24 ore su 24». Una nuovo importante tassello dunque, a cui si intrecciano altri progetti già intrapresi dalla società, quali il sistema anti-contromano installato in tutte le aree di servizio, i corsi di formazione sulle apnee nel sonno, le collaborazioni con la Croce Bianca e i percorsi di formazione nelle scuole, che hanno coinvolto 7.600 studenti negli ultimi 4 anni. «L’A22 è una vera e propria città lineare - ha spiegato l’amministratore delegato di Autostrada del Brennero Walter Pardatscher -, all’interno della quale le attività svolte sono pervase dal tema della sicurezza e della prevenzione. Una sfida che ci siamo posti da sempre e che ci sta regalando grandi soddisfazioni».

Pardatscher ha illustrato nel dettaglio il progetto «A22 | Aree di servizio cardio protette», ultimo nato insieme al servizio pilota di moto-soccorso attivo lungo la tratta Brennero - San Michele. Un’idea che nasce da una necessità concreta: secondo Eurostat ogni anno, in Italia, una persona su mille è colpita da arresto cardiaco e, nell’80% dei casi, l’utilizzo del defibrillatore è in grado di salvarne la vita senza danni cerebrali. «Abbiamo deciso di ragionare su questi dati ed intervenire: oltre ai defibrillatori nelle aree di servizio abbiamo proposto ad ausiliari della viabilità, operai, addetti alle aree di servizio ed agenti della Polizia Stradale operanti in A22 un percorso specifico sulle unità DAE», ha puntualizzato Pardatscher, a cui hanno preso parte 244 persone per un totale di 1.225 ore di formazione, che si aggiungono agli 89 operatori preparati in precedenza.

«Parallelamente - ha concluso - sta per partire il progetto pilota, con la Croce Bianca di Bolzano, per l’intervento in autostrada di una squadra di moto-soccorso in caso di incolonnamenti e traffico bloccato, oltre al pattugliamento con moto della Polizia Stradale». Delle Ducati Multistrada 950, con a bordo volontari della Croce Bianca con alle spalle 450 ore di formazione, pattuglieranno l’arteria nei fine settimana da giugno ad ottobre, fornendo prima assistenza sanitaria agli utenti, fino all’arrivo dei mezzi di soccorso.

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