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Recinzioni contro il lupo,

richieste quintuplicate

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Allevatori e pastori gridano «al lupo» e corrono ai ripari per scongiurare attacchi al bestiame durante l’alpeggio. Il grande carnivoro comparso in Trentino negli ultimi anni aveva compiuto 53 predazioni lo scorso anno, concentrate nella zona orientale del territorio. E così sono quintuplicate le richieste di finanziamento inoltrate ai dieci Distretti forestali per l’acquisto del materiale necessario a prevenire i danni, come recinti elettrici e cani da guardia. Nel 2017 le domande erano state 7, mentre quest’anno il Servizio foreste e fauna stima un numero compreso tra le 30 e le 40 unità.

Oggi in Trentino è stata accertata la presenza di 6 branchi, una coppia e probabilmente un paio di animali soli. Nell’ambito del tavolo di confronto con l’associazione allevatori, istituito nel 2011, sono stati nel corso del tempo ridefiniti i criteri per la concessione dei contributi. La decisione è stata quella di salvaguardare i target maggiormente a rischio: ovini, caprini e bovini con meno di 15 mesi. Per questo motivo il Servizio foreste e fauna non ha accolto la richiesta presentata dal titolare di un’azienda zootecnica di Moena. «Il Servizio ha condotto l’istruttoria relativa alla domanda - si legge nella determina firmata dal dirigente Maurizio Zanin -. È stato rilevato che il patrimonio da proteggere è rappresentato da bovini di età superiore ai 16-18 mesi, e sulla base dell’esperienza maturata nel corso degli ultimi anni anche in altre zone del Trentino, si è potuto verificare come l’attitudine del lupo a predare animali di questa taglia sia molto ridotta». Per questo motivo, «l’amministrazione provinciale ritiene, in questa fase di gestione, di dare priorità in termini di sforzo di prevenzione dei danni ai patrimoni più suscettibili a predazioni». Nulla da fare, dunque.

Intanto, sono in corso tre sperimentazioni per allontanare i lupi dai giovani bovini con robusti pali in legno e 5 fili elettrificati sulla Viezzena (Predazzo) grazie ad un accordo con la Comunità della val di Fiemme, oltre che a Campo Brun e alla Sega di Ala. A partire da metà mese, gli animali saranno rinchiusi di notte all’interno di questi speciali recinti (realizzati con gli stessi materiali delle strutture anti-orso); per un bilancio sulla validità di questo strumento sarà necessario attendere la fine della stagione estiva.

Lo scorso anno Piazza Dante aveva speso 4.450 euro in opere di prevenzione contro i danni da lupo, mentre i cani da protezione presenti sul territorio provinciale utilizzati specificatamente per il lupo erano 4. Nel complesso, queste iniziative avevano riguardato 1.753 pecore e capre e 3 cavalli. I risultati erano stati definiti «soddisfacenti» dal Servizio foreste e fauna: il lupo aveva compiuto tre attacchi al bestiame protetto , provocando la perdita di 16 ovini e e 1 cavallo.

In totale, nel 2017 la Provincia aveva liquidato quasi 47mila euro in seguito alle predazioni da lupo. Nel corso delle 53 predazioni accertate, erano morti 20 bovini, 75 ovicaprini (a questi si aggiungono 44 dispersi e un ferito) e 4 cavalli (oltre a 5 feriti). Alla luce di questi dati, la Provincia prosegue dunque il suo impegno per venire incontro alle esigenze di chi lavora in montagna: ai pastori transumanti il materiale viene prestato per il solo periodo dell’alpeggio, da giugno a settembre.

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