Salta al contenuto principale

Nidi, Rsa e musei:

spiraglio per i precari

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
1 minuto 42 secondi

Partecipato presidio organizzato ieri mattina dalla Funzione pubblica Cgil del Trentino per la vertenza che vede il sindacato impegnato per arrivare alla stabilizzazione del personale precario della pubblica amministrazione. In particolare di nidi d'infanzia, addetti d'appoggio e cuochi delle scuole materne, dipendenti delle case di riposo, della Provincia, degli enti museali. Storie di precariato che arrivano a 27 anni, come Cinzia, storie di mamme single monoreddito che rischiano la disoccupazione dopo 20 anni di servizio a tempo determinato.

Al gazebo è arrivata anche la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, che si è a lungo intrattenuta con le precarie presenti ed alle quali ha assicurato il sostegno dell'intera Cgil. Anche il segretario trentino Franco Ianeselli non ha fatto mancare la garanzia dell'mpegno della confederazione provibciale che insieme alla categoria della funzione pubblica è impegnata nella ricerca di soluzioni. Soluzioni non facili da trovare, ma che da oggi hanno una concreta possibilità.

Infatti, il presidente della Provincia Autonoma, Ugo Rossi, si è intrattenuto al presidio, rispondendo alle domande delle persone presenti ed improvvisando una vera trattativa con il segretario generale della Funzione pubblica, Giampaolo Mastrogiuseppe. Incalzato anche dal segretario generale della Cgil del Trentino e persino dalla segretaria Camusso, si è impegnato a trovare soluzioni spingendosi ad affermare che il confronto con il sindacato porterà a delle soluzioni soddisfacenti.

Ha parlato di modifica dei parametri per gli oss della apsp, calcolo degli organici dei nidi e delle scuole dell'infanzia ricomprendendo i posti attualmente calcolati come extraorganico; soluzioni per le precarie della Provincia ed enti. Ha infine garantito che sarà trovata una soluzione per tutto quel personale che avendo superato i 36 mesi limite, per il tempo determinato, previsto dal jobs act perderebbero il lavoro.

Tutto questo al massimo entro luglio, nella manovra d'assestamento del bilancio provinciale. La Camusso, dal canto suo, ha assicurato che a luglio tornerà a Trento per verificare il mantenimento degli impegni presi dal presidente Rossi. Per Mastrogiuseppe quella di ieri potrebbe essere la giornata che mette la parola fine ad una situazione vecchia di anni e poco edificante per un territorio d'autonomia come il Trentino.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy