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Trento, esercito in città

Il Patt vota con Lega e M5S 

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Il sindaco Alessandro Andreatta chiederà al Commissario del Governo di valutare la possibilità di impiegare l'esercito nelle strade di Trento a sostengo delle forze dell'ordine. Dopo quattro anni di tentativi mai andati a segno, i partiti di opposizione del consiglio comunale, con il parere favorevole di parte della coalizione di maggioranza, sono riusciti a far approvare una mozione che impegna il primo cittadino e la giunta ad avviare le procedure per portare i militari in città, sull'esempio di quanto avviene in altre città italiane per il presidio delle aree considerate sensibili. Il via libera al provvedimento, presentato per la terza volta dal consigliere della Lega Nord Devid Moranduzzo (il primo documento risale al 2015), è arrivato nella sera di ieri, dopo una discussione in aula molto lunga ma non particolarmente aspra, sebbene non siano mancate le polemiche tra alcuni esponenti appartenenti a schieramenti differenti.

A determinare l'esito della votazione, avvenuta per punti, sono stati soprattutto i consiglieri del Patt, che su proposta del capogruppo Alberto Pattini hanno avanzato un emendamento al testo sottoscritto dal centrodestra, poi rielaborato dallo stesso Andreatta. In particolare, sono stati stralciati i riferimenti alle aree degradate della città in cui i militari dovrebbero prestare servizio in centro, mentre si è parlato di una semplice valutazione del possibile impatto dell'esercito a sostegno delle forze dell'ordine.

Il punto emendato da Pattini - che già aveva presentato una mozione simile, poi sospesa in vicinanza alle elezioni politiche di marzo - ha ricevuto l'appoggio anche di parte della maggioranza, con la sola eccezione di Lucia Coppola (Verdi), Antonia Romano (L'altra Trento a sinistra), Corrado Bungaro e Giovanni Scalfi (Insieme Trento). Astenute, le consigliere Elisabetta Bozzarelli e Roberta Zalla (Pd), mentre i consiglieri del Gruppo misto e del Movimento 5stelle hanno votato a favore di tutto il dispositivo. «Non vogliamo una militarizzazione della città - ha detto Pattini a consiglio concluso - ma vogliamo dare una mano alle forze dell'ordine, che si trovano sotto organico, per rispondere alle esigenze espresse dai nostri concittadini».

A seguito del voto, Moranduzzo ha parlato di una grave debolezza nella coalizione di maggioranza, a suo dire spaccatasi sul fronte della sicurezza. Più dura la consigliere Romano, che ha parlato della necessità di porre fine al mandato del sindaco, riferendosi ad una coalizione di maggioranza tenuta in scacco del centrodestra. Andrea Maschio (M5s), dal canto suo, ha evidenziato come sia stato inviato un forte messaggio al sindaco, ed ha auspicato una maggiore attenzione nei confronti delle richieste portate in aula dalle minoranze. Infine, i consiglieri del Pd-Psi hanno inviato una nota congiunta dicendosi contrari alla militarizzazione della città, ma interessati a «far crescere la sicurezza nella nostra città».


IL POST DELL'ASSESSORE STANCHINA (PATT) 

Prima che i proclami e i ricami diventino troppo articolati voglio dichiarare pubblicamente che non c’è nessuna crisi di giunta, nessuna maggioranza che scricchiola! Il Patt sostiene giunta, Sindaco e maggioranza convintamente su tutti i temi sul quale per altro fino ad oggi si è fatto un buon lavoro! Sulla sicurezza abbiamo peró detto fin da subito che bisognava fare di più! Non perchè Trento sia il Bronx, ma perchè in alcune zone della città la delinquenza, la microcriminalità e il degrado hanno superato il limite tollerabile per una città come la nostra. Una città che non puó essere paragonata con una grande metropoli. Per questo RISPEDIAMO AL MITTENTE qualsiasi accusa di incoerenza al mandato politico o al programma! Rileggete bene il nostro di inizio mandato! La coerenza la dobbiamo avere nei confronti di chi ci ha dato mandato amministrativo per mantenere bella questa città, con servizi di alto livello e con una sicurezza che permetta di vivere sereni la città. Questo ce lo chiede la casalinga di Povo, l’architetto del Centro, il contadino di Ravina, i nostri cittadini, al quale sinceramente non interessa nulla degli ordini di partito o della strategia politica a sostegno di una o dell’altra fazione. In buona fede e in buona sostanza, abbiamo votato una cosa che ci sembrava giusto provare per poter dire mettiamo in campo anche questo e vediamo come va e se riusciamo a migliorare su questa situazione ancora gestibile! Tutto qui. Ai posteri l’ardua sentenza. Ma con serenità, a viso aperto senza temere le accuse di aver tradito o disatteso chissà quale credo o convinzione che esiste solo in teorici e lunghi torroni di vecchia strategia politicante! 


 

IL COMUNICATO DI ANTONIA ROMANO

Il consiglio comunale di Trento approva la mozione che chiede l'intervento dell'esercito nella città di Trento per "combattere contro il degrado" che affliggerebbe la nostra città. Una città ingenerosamente descritta come costantemente in balia di bande di delinquenti. Una città in cui per l'Adunata degli Alpini è stato derogato su tutto e il cui sindaco non ha mia speso una sola parola in solidarietà delle numerose donne umiliate e molestate da branchi di uomini ubriachi durante il fine settimana di celebrazione militarista da poco trascorso. 

In piena armonia le destre che siedono in aula, dalla Lega al Patt passando per il M5S hanno dato ampio spazio alla retorica del decoro urbano. È solo l'assaggio dell'interpretazione securitaria e razzista, militarista e antidemocratica che caratterizzerà la politica del nuovo governo italiano.

Il centrosinistra autonomista si spacca e rivela in modo inconfutabile l'inconsistenza del cartello elettorale che ha portato Andreatta alla carica di sindaco.

Emerge evidente la necessità di porre fine a questo mandato da parte di un sindaco non più sostenuto dalla sua maggioranza. Non ha più senso. La maggioranza è altro, governa da tempo ed è di destra. Poniamo la parola fine a questa insopportabile farsa.

 

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