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Adunata, una «macchina» perfetta 

450mila persone sui mezzi pubblici

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La macchina organizzativa ha retto all’ondata di centinaia di migliaia di persone che ha «investito» il capoluogo in occasione della grande Adunata degli alpini. Seicentomila visitatori nella sola giornata di domenica, 100mila penne nere in sfilata di cui 7mila provenienti dai 262 gruppi sparsi sul territorio provinciale. Cifre impressionanti per una città che conta appena 100mila abitanti e che ha accolto con grande calore e inaspettata tolleranza gli alpini provenienti da tutta Italia.

Un primo bilancio - che anticipa di una quindicina di giorni il debriefing con il compito di analizzare gli aspetti più critici - è stato fatto ieri mattina nella sala operativa coordinata dal capo della protezione civile del Trentino Stefano De Vigili, allestita presso la caserma dei vigili del fuoco. Un aspetto saliente riguarda il sistema dei trasporti pubblici, che è stato potenziato e i cui costi sono stati coperti grazie alla vendita delle speciali Card (oltre 50mila pezzi) e dei normali ticket. Insomma, in seguito alla graduale chiusura del centro città attraverso il sistema dei varchi presidiati da polizia locale, vigili del fuoco (permanenti e volontari), forestali e Son (Servizio d’ordine nazionale dell’Ana) i cittadini hanno preferito muoversi a bordo di autobus e treni. 

Trasporti. Si parla di 450mila persone salite a bordo dei mezzi pubblici: più del doppio rispetto alla normalità. Come ha spiegato il dirigente Roberto Andreatta, da venerdì a domenica il sistema ferroviario ha garantito il trasporto di circa 250mila passeggeri in arrivo a Trento - dalle linee del Brennero, della Trento-Malé e della Valsugana - e in uscita dalla città. Il servizio di trasporto urbano su gomma ha portato 120mila passeggeri da venerdì a domenica dalle periferie alle zone più vicine al centro. Il servizio extraurbano ha fornito invece una stima di passeggeri che si aggira sulle 40mila unità nella giornata di venerdì e altrettante tra sabato e domenica. Alla stazione centrale dei treni il lavoro degli operatori si è concentrato soprattutto sull’evitare un affollamento eccessivo dei binari, posizionando preventivamente delle transenne e per deviare i flussi affinché la pressione delle persone fosse ben regolata.

Viabilità. Strategici sono stati i parcheggi di attestamento all’esterno della città, concentrati soprattutto nella zona Sud. E a partire dall’area individuata per i veicoli dei visitatori a Pergine, le navette dirette a Trento circolavano ogni 12 minuti. Per garantire il deflusso degli alpini al termine della sfilata, invece, 30 navette hanno trasportato le persone dalla rotatoria dei Caduti di Nassirya (nei pressi della zona dello scioglimento) fino all’Interporto e alla zona industriale di Spini, dove erano posizionate le centinaia di corriere noleggiate dalle varie sezioni degli alpini. A proposito dei mezzi arrivati da fuori, Autobrennero ha comunicato che il traffico autostradale nella giornata di domenica è stato intenso ma scorrevole, senza che fosse necessario istituire delle deviazioni: sono stati contati 2mila pullman e 17mila auto in uscita ai tre caselli della città. A questi vanno aggiunti i veicoli (incluse tante corriere) arrivati a Trento sulle reti stradali della Valsugana e degli altri territori. Numeri decisamente superiori rispetto alle aspettative, se si tiene conto che il Coa (Comitato organizzatore) aveva calcolato l’arrivo di 1.500 pullman, il doppio rispetto all’Adunata di Treviso dello scorso anno.

Ordine pubblico. Già a partire dalla settimana che ha preceduto il raduno nazionale delle penne nere, la città è stata costantemente presidiata dalla polizia locale, con 140 agenti in campo guidati dal comandante Lino Giacomoni. Otre garantire la sicurezza delle persone, i vigili hanno effettuato 120 rimozioni (specialmente nella Zona blu, dove a partire da domenica mattina si è svolto l’ammassamento dei vari gruppi), alle quali si sono aggiunti i controlli su mezzi non conformi al codice della strada (i cosiddetti trabiccoli), guida in stato di ebbrezza e occupazioni di suolo pubblico. (Per quanto riguarda guardia di finanza, polizia e carabinieri, si vedano gli articoli alle pagine 14 e 15).

Sanità. In città sono stati allestiti 8 punti medici avanzati e 2 ospedali da campo, mentre circolavano a piedi 20 squadre, per un totale di 947 operatori sanitari (medici e infermieri del 118 e volontari delle associazioni di soccorso) che hanno totalizzato 947 ore di lavoro. Il direttore di Trentino emergenza Oliviero Francesco Valoti ha parlato di 405 persone visitate e dimesse presso i punti medici e 60 persone trasferite all’ospedale Santa Chiara per accertamenti: pochissimi sono stati ricoverati.

Vigili del fuoco, forestali e Nuvola. Per tutti i giorni dell’Adunata i 200 permanenti guidati dal comandante Ivo Erler, divisi in tre distaccamenti, hanno svolto turni anche di 24 ore. La flotta del nucleo elicotteri ha supportato l’evento al gran completo con tutti i 5 velivoli a disposizione. Fondamentale è stato il coordinamento con i volontari dell’intero territorio, che hanno operato come un unico corpo con presìdi all’interno di 35 caserme per il pronto intervento e 1.300 pompieri coinvolti tra le valli e la città. La linea tetra ha supportato in modo efficiente 28mila chiamate per un totale di 70 ore. Duecento forestali coordinati dal dirigente Maurizio Zanin hanno invece collaborato con la protezione civile per i servizi di ordine pubblico.

Quattrocentottanta volontari della protezione civile dell’Ana - ha spiegato il capo dei Nuvola Giorgio Debiasi - hanno alloggiato a Trento Fiere, dove sono stati preparati fino a 1.800 pasti al giorno.

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