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Terzo sabotaggio, stavolta a Caldonazzo

Gli inquirenti seguono la pista anarchica

La viabilità resta garantita

L'Ana: episodi deprecabili, ma non ci toccano

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È stata danneggiata la centralina per il controllo della velocità dei treni in entrata in stazione, si tratta di un dispositivo di sicurezza.
L’unica telecamera presente in stazione non funziona.

Sul posto ci sono vigili del fuoco, carabinieri, polizia e digos.

Tuttavia la circolazione ferroviaria non si ferma: scambio di treni spostato a Levico e lavori di qualche ora per sistemare.

Il congegno che ha provocato il danno aveva un innesco rudimentale.


Le modalità degli incendi alle centraline ferroviarie della notte in Trentino porterebbero a seguire la pista anarco-insurrezionalista. Si è trattato di un incendio sulla linea del Brennero, a Lavis, insieme a un secondo tentativo, non riuscito, sulla stessa linea, e di un danno meccanico procurato invece sulla tratta della Valsugana.

Gli episodi, a quanto si apprende dagli investigatori, sarebbero da inquadrare in un rinnovato attivismo anarchico in zona, slegato però dall’episodio di occupazione di studenti di area anarchica di Sociologia a Trento dei giorni scorsi, attuata in vista dell’adunata nazionale degli alpini, iniziata oggi.


Un terzo incendio, dopo quelli di ieri notte a Lavis e Civezzano, è scoppiato lungo le linee della ferrovia della Valsugana, all'altezza di Caldonazzo.

Una centralina ha preso fuoco ma il principio di incendio è stato subito domato dai vigili del fuoco.

Due treni hanno interrotto la loro corsa in attesa delle verifiche in corso in questi minuti.

Tutta la linea è di nuovo bloccata.

«Fenomeni deprecabili ma assolutamente ininfluenti sullo spirito alpino che anima l’Ana».

Così l’Associazione nazionale alpini sugli atti di sabotaggio compiuti sulle linee ferroviarie del Trentino.

«In particolare - si legge in una nota - questa Adunata nella città di Trento ha proprio lo scopo di ribadire la volontà di costruire serenamente un clima di collaborazione e di fraternità reciproca. Per queste ragioni l’Ana sente di poter vivere questi momenti con assoluta serenità d’animo, attorniata dalla stima e dall’affetto della popolazione locale, evitando di enfatizzare episodi che rimangono marginali e ben al di sotto della rilevanza che probabilmente volevano attribuirvi i loro autori».

 

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