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Anarchici contro penne nere:

Sociologia occupata

Gli alpini: denunciamo chi offende

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È iniziata nella notte l'occupazione della Facoltà di Sociologia. «La rivolta non è un'arma da museo» recita il grande striscione appeso sulla facciata di via Verdi. Nei dintorni della facoltà sono comparsi anche altri striscioni e manifesti, da «Alpini assassini» fino a «Una faccia da fiumi di vino, un cappello da lago di sangue». Il gruppo di studenti, vicini all'area anarchica rappresentata dal gruppo Saperi Banditi. 

L'occupazione è avvenuta nella notte e proseguirà per tutta la giornata: alle 12 è previsto il pranzo solidale, mentre alle 18 ci sarà una presentazione. 


"Vediamo che da tempo qualcuno mette cartelli o fa scritte. Per noi è una grande delusione. Stiamo cancellando dai muri le frasi ma provvederemo anche a fare le opportune denunce e speriamo che prendano questi personaggi che imbrattano non soltanto il nome degli alpini ma la società, e questo è demoralizzante e deludente per noi ma anche per tutti i cittadini". Lo ha detto il presidente della Ana di Trento, Maurizio Pinamonti, rispondendo ai giornalisti in merito alle scritte sui muri contro gli alpini, ad esempio a Sociologia o alla casa di riposo 'Beato de Tschiderer' di via Piave.   

Pinamonti ha spiegato però che questi episodi "non rovineranno l'atmosfera sempre più calda. Stiamo entrando nel vivo e gli alpini arrivano di minuto in minuto, la città presto si animerà. Il lavoro è tanto ma sarà certamente una grande festa e speriamo che anche il meteo ci aiuti".

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