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Alcol in città: il divieto

non vale per gli alpini

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Divieto di consumare alcol nei parchi cittadini

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Palazzo Thun sta valutando di sospendere il divieto al consumo di sostanze alcoliche nelle aree «calde» della città. Ma solo per qualche giorno, in occasione dell’Adunata degli alpini che andrà in scena tra due fine settimana. Ad annunciarlo è il referente del Comune all’interno del Comitato organizzatore del grande evento, che vedrà l’arrivo di oltre 600mila persone, tra le quali ci saranno 90mila penne nere.


Sarebbe infatti impossibile per le forze dell’ordine vigilare sul rispetto del regolamento di polizia urbana approvato a inizio anno dal consiglio comunale ed entrato in vigore nelle scorse settimane, dopo l’installazione degli appositi cartelli di divieto. Questo non significa comunque che nelle vie del capoluogo sarà lecito superare i limiti del divertimento ed esagerare con i brindisi. «Nulla è stato ancora deciso - evidenzia il consigliere Massimo Ducati -, ma l’amministrazione sta prendendo in considerazione l’ipotesi di emanare un’apposita ordinanza a firma del sindaco Alessandro Andreatta».


L’ordinanza dovrebbe servire principalmente per chiarire gli aspetti legati all’utilizzo di bicchieri e bottiglie di materiale infrangibile. «È importante garantire la sicurezza delle tantissime persone che frequenteranno Trento in quei giorni. Per questo dovranno essere date delle informazioni precise per quanto roguarda i materiali che sarà lecito o illecito portare con sé ed entro quali contesti. Dopo i necessari approfondimenti, anche con il supporto della polizia locale, potrà essere inserita nell’ordinanza una deroga al consumo di alcol». La norma attualmente in vigore vieta infatti - oltre al consumo di sostanze alcoliche - anche la detenzione di vino, birra o altro, a meno che bottiglie e lattine non siano chiuse e integre.


Il divieto in vigore all’ombra del Nettuno riguarda cinque parchi e tre piazze. Il regolamento prevede lo stop assoluto al consumo e alla detenzione di alcolici in otto aree del capoluogo: piazza Venezia, giardini di San Marco, parco della Predara, piazze Centa e Cantore, il parco Solzenicyn (ex Santa Chiara) e quello di Maso Ginocchio, oltre a piazza Dante. In quest’ultima area verde troverà peraltro spazio la cittadella della protezione civile, con gli stand dedicati alle diverse specialità, dai sommozzatori agli alpinisti, dai cinofili ai droni. In piazza Centa ci sarà invece lo scioglimento della sfilata di domenica 13.


In merito alla possibile sospensione del divieto interviene il presidente della Sezione trentina dell’Ana (e vicepresidente del Coa) Maurizio Pinamonti. «L’Adunata non sarà certo l’occasione per “fare la balla”, ma bere assieme un bicchiere di vino può favorire lo stare assieme» commenta il numero uno delle penne trentine. In fondo anche papa Francesco si era espresso in questi termini commentando l’episodio narrato dal Vangelo di Giovanni: «Ricordate il miracolo delle nozze di Cana? A un certo punto il vino viene a mancare e la festa sembra rovinata. Immaginatevi finire la festa bevendo tè... Senza vino non c’è festa» erano state le parole di Sua Santità.


L’auspicio degli alpini è che l’Adunata non sia l’occasione per qualcuno di esagerare: «È successo anche lo scorso anno a Treviso, dove qualche ragazzo si è intrufolato alla festa ed ha bevuto un po’ troppo. Noi alpini siamo contrari agli eccessi. La festa è bella se vissuta con lo spirito giusto: la goliardia ci può stare ma siamo convinti che esagerare non vada bene». D’altronde il Comitato organizzatore sta lavorando da quasi un anno per la buona riuscita dell’evento ed è naturale che la volontà di tutti sia quella di celebrare un’Adunata senza sbavature.

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