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Cyberbullismo in Trentino

Il problema è alle medie

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Un compagno classe molto diligente, una compagna sovrappeso: sono due delle giovanissime vittime di cyberbullismo, a supporto delle quali si è subito mossa la «rete» - molto forte in Trentino - creata da scuola, polizia postale, Provincia.
Dopo il caso dei dodici liceali di Milano sospesi ed obbligati dal preside a lavori utili all’interno della scuola per aver divulgato le immagini hot di una compagna, ci si interroga sul problema delle vessazioni tra giovanissimi attraverso l’utilizzo del web e, soprattutto, sulla prevenzione. Ed è su quest’ultimo aspetto che puntano i professionisti coinvolti nella «rete», polizia postale innanzitutto.


Ne ha parlato il vice questore Sergio Russo della polizia postale del Trentino Alto Adige nel corso dell’audizione in Quarta Commissione del consiglio provinciale, nei giorni scorsi. Concetti che il dirigente ha ribadito ieri, in occasione della tappa trentina della campagna educativa «Una vita da social».


Nella nostra provincia il fenomeno del cyberbullismo c’è, ma non nei numeri alti registrati nelle altre zone d’Italia. In Trentino, ad esempio, nessun minorenne è stato denunciato (sono 39 le segnalazioni in tutta Italia). Il motivo? Un intervento della «rete» pressoché immediato: non appena arriva la segnalazione di un sospetto problema di cyberbullismo, tutte le risorse vengono messe in campo. Come è accaduto in due scuole medie del Trentino: in un caso, vittima delle cattiverie via social e via chat è stata una ragazzina, presa in giro per il suo peso; nell’altro caso è stato vessato via chat uno studente «secchione».


Scattato l’allarme, grazie a genitori ed a professori molto attenti, la polizia postale si è messa a disposizione. Nelle scuole sono stati organizzati incontri tra studenti e gli «investigatori del web» che si occupano di cyberbullismo e che hanno spiegato come utilizzare in modo consapevole social e chat, soprattutto quali rischi si corrono - dal punto di vista della giustizia - quanto si condividono determinati contenuti.


Secondo i dati raccolti dalla polizia postale, in Trentino i giovani vittime di bullismo e cyberbullismo frequentano prevalentemente le scuole medie, hanno quindi tra gli 11 ed i 14 anni. Tali atteggiamenti vessatori avvengono nella maggior parte dei casi tra coetanei, senza il coinvolgimento di adulti. Lo scambio di foto hard a scopo di ricatto è uno dei casi di cyberbullismo registrati anche nella nostra provincia, ma più numerosi sono gli episodi di discriminazioni relative all’aspetto fisico (in particolare al peso) e ai risultati scolastici. In tutta Italia nel 2017 le vittime del cyberbullismo sono state 354 (per minacce o molestie, diffamazione, furto di identità digitale, staking ); 39 i minorenni denunciati (13 hanno divulgato materiale pedopornografico in rete).

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