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Gaypride, Rossi nega

il patrocinio provinciale

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Il Gay Pride di Trento, in programma il 9 giugno, non avrà il patrocinio della Provincia di Trento. La decisione è stata comunicata ieri dal governatore, Ugo Rossi, mentre il Comune ha già concesso il patrocinio.

Mentre gli organizzatori preparano una conferenza stampa in risposta, arriva il commento della Sinistra Italiana del Trentino: «Già il mancato patrocinio della Provincia al Dolomiti Pride è criticabile; a peggiorare la situazione contribuiscono le vergognose parole pronunciate dal Presidente Ugo Rossi per giustificare il fatto. Il Dolomiti Pride non è solo una sfilata della comunità LGTBQ trentina, ma è soprattutto una festa della diversità e una legittima rivendicazione di diritti a lungo negati. I toni usati oggi dal Presidente Rossi non appartengono ad una cultura di integrazione, ma sono generalmente caratteristica di forze politiche fuori dal campo progressista e opposte alla sinistra. Esprimiamo la nostra solidarietà agli organizzatori del Dolomiti Pride e a tutta la comunità politica Lgtbq trentina».


La replica di Rossi

«Non vi è da parte dell’amministrazione provinciale alcuna tentazione omofoba, ci mancherebbe. Vi è solo la necessità di distinguere fra le numerose iniziative che compongono la manifestazione denominata Dolomiti Pride. Come credevo di avere chiarito nella lettera inviata al comitato organizzatore, siamo pronti a patrocinare eventi informativi o culturali su temi di rilievo per l’intera comunità trentina, compresi quelli riguardanti le difficoltà o le vere e proprie discriminazioni che alcune persone o gruppi di persone sono costrette a vivere e a subire a causa del loro orientamento sessuale. Diverso è il giudizio sulla parata prevista in centro città, per la quale confermo la volontà della Provincia a non concedere il patrocinio».

Questa la precisazione del presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, in merito alla richiesta di patrocinio per la manifestazione Dolomiti Pride giunta il 14 marzo scorso.

«Come ho sottolineato nella lettera di risposta il fitto programma, che comprende conferenze, proiezioni, convegni, mostre e anche la parata, preclude la possibilità di un patrocinio generalizzato - spiega il governatore - ma questo non significa che la Provincia sia insensibile a questo tipo di tematiche, tutt’altro. La lotta contro ogni tipo di discriminazione e di persecuzione è parte dell’impegno che il Trentino profonde direi quotidianamente per la difesa e la promozione dei diritti umani, e questo sia che si parli dell’operato delle istituzioni sia che ci si riferisca al mondo delle associazioni che animano la società civile. Rimaniamo aperti pertanto a specifiche richieste di patrocinio su singole proposte, che esamineremo con la stessa attenzione e lo stesso scrupolo che dedichiamo ad ogni richiesta di questo tipo».

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