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I lupi sbranano un cervo vicino alle case

Il sindaco di Castelfondo: «C'è preoccupazione»

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Un giovane cervo è stato predato dai lupi a poche centinaia di metri dalle case. È accaduto a monte dell’abitato di Castelfondo - in Alta Val di Non - nella notte tra lunedì e martedì. Ora il sindaco Oscar Piazzi non nasconde che «qualche preoccupazione nella comunità inizia ad esserci».

Il coordinatore del settore grandi carnivori del Servizio foreste e fauna Claudio Groff non ha dubbi: tutte le caratteristiche sono riferibili a un’uccisione da parte dei lupi: «Il cervo è stato consumato in modo importante e il rumine (organo del sistema digerente) è stato tolto dall’animale e spostato a una certa distanza, proprio come fanno questi predatori». Nel territorio dell’Alta Anaunia, ampio un centinaio di chilometri quadrati, è presente un nucleo composto da una coppia e da un giovane lupo. Non di più. «Svolgiamo un monitoraggio molto attento, a partire da quando l’estate scorsa si è formato questo piccolo branco, segnalato dal nostro personale. Siamo attivi sia sul piano della prevenzione con le recinzioni, sia su quello dell’indennizzo dei danni».

Secondo il rettore Saverio Springhetti «la tana dei tre lupi si trova nella riserva di caccia di Castelfondo». Springhetti parla inoltre del ritrovamento di 10-12 carcasse di selvatici predati «non troppo lontano dal paese, mentre sarebbe in arrivo un’altra cucciolata».

La neodeputata leghista Giulia Zanotelli ha invece raccolto una fotografia «scattata da una persona del posto ieri mattina al passo Gioàt», che dista tre chilometri da Castelfondo, sulla strada verso Proves. «La presenza dei lupi sta creando danni enormi alla fauna trentina e mette in difficoltà le attività montane» osserva Zanotelli, che aggiunge: «Non si può più negare la pericolosità di questo animale, che si sta avvicinando alle case».

L’ultima carcassa di cervo è stata ritrovata in un campo, nei pressi della strada nei pressi delle case. «Il lupo per predare può avvicinarsi ai centri abitati e le reti utilizzate per recintare i meleti facilitano l’animale nella caccia agli ungulati - spiega Groff -. Questo potrebbe dunque essere un elemento che fa prediligere ai predatori la frequentazione della zona dove, secondo quanto riferisce il nostro personale, i cervi sono molto numerosi». In zona non sarebbero state invece posizionate delle mangiatoie per sostenere i selvatici durante la stagione fredda.

Il sindaco Piazzi ricorda dunque come Castelfondo sia caratterizzato da «un habitat di alta qualità, frequentato da orso, lince e lupo». Per questo il primo cittadino chiede maggiore attenzione: «Se la Provincia non lavora in collaborazione con le realtà locali ma porta avanti il progetto in modo nascosto per tutelare queste nuove specie, non va bene. Dovrebbero informarci in merito alle presenze sul territorio, mentre invece lo scopriamo da soli. Senza collaborazione, questo apprezzatissimo progetto di gestione sarà fallimentare. La gestione va fatta anche in collaborazione con l’attività venatoria».

Secondo la Provincia, i contatti con le amministrazioni vengono tenuti dalla stazione forestale. Groff esclude la possibilità di utilizzare i pallettoni di gomma per allontanare i lupi: una strategia che viene sperimentata al momento solo in Val di Fassa, dove è presente un lupo affetto da rogna. «Non è realisticamente pensabile di sparare con le munizioni di gomma ai lupi, anche perché la loro individuazione di notte è piuttosto difficile. Non abbiamo peraltro certezze che questa strategia possa portare a qualche risultato. Al momento a Castelfondo non abbiamo riscontrato una situazione anomala, stando all’etologia del lupo».

 

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