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Madonna di Campiglio, hotel

con 10 dipendenti in nero

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La Guardia di Finanza di Trento ha scovato in un albergo di Madonna di Campiglio dieci lavoratori completamente in nero e tre lavoratori irregolari, nei cui confronti non erano state registrate quasi seiicento ore effettivamente prestate.

Gli uomini della Tenenza delle Fiamme Gialle di Tione di Trento, durante uno dei periodici controlli economico-finanziari sul territorio di competenza, hanno compiuto un accesso in un albergo a tre stelle di Madonna di Campiglio, gestito da una società di Roma.

Per la somministrazione del personale di sala, bar, cucine e pulizie impiegato nell’albergo la società gestrice ha sostenuto di aver stipulato un contratto con una cooperativa, della quale però i lavoratori interessati non avevano mai sentito parlare.

Il contratto, rivelatosi irregolare a un più approfondito controllo da parte dei Finanzieri, era stato stipulato unicamente per poter godere dei vantaggi economici previsti per le prestazioni rese da cooperative, i cosiddetti «appalti di manodopera», che si applicano però quando le prestazioni di lavoro vengono svolte secondo certi requisiti, che in questo caso mancavano.

Infatti, bisogna ricordare che un appalto è genuino quando l’imprenditore appaltatore ha un’organizzazione autonoma, per la quale si assume il rischio d’impresa ed esercita il potere direttivo nei confronti dei dipendenti: in buona sostanza, deve essere la cooperativa (appaltatore) a fornire le direttive ai lavoratori subordinati, non il committente (società gestrice dell’albergo): i lavoratori, infatti, devono dipendere dall’appaltatore.

A seguito di interviste da parte dei Finanzieri di Tione, i lavoratori sono risultati tutti ignari dell’esistenza della cooperativa, pertanto il rapporto instauratosi tra cooperativa e società gestrice dell’attività alberghiera è stato ricondotto a una mera interposizione in favore di quest’ultima, creata al solo scopo di produrre buste paga nettamente svantaggiose per i lavoratori e vantaggiose invece per l’imprenditore committente.

Al termine dell’attività sono stati segnalati all’INPS e al Servizio Lavoro della Provincia dieci lavoratori completamente in nero e tre lavoratori irregolari, per la riqualifica della propria posizione retributiva e contributiva, a favore dei quali sono state ricostruite le giornate effettivamente prestate e quasi seicento ore di lavoro mancanti dalle scritture obbligatorie, oltre a segnalare le sanzioni amministrative previste per gli appalti illeciti e la conseguente somministrazione di personale che, nel complesso, ammontano a oltre 180 mila euro.

Dall’inizio del 2017 la Guardia di Finanza di Trento ha scovato nella Provincia settanta datori di lavoro che hanno impiegato, complessivamente, oltre duecento lavoratori tra quelli in nero e irregolari, due terzi dei quali cittadini extracomunitari, con una contestazione di sanzioni amministrative che supera i due milioni e mezzo di euro: le macrocategorie economiche maggiormente interessate sono le attività dei servizi di alloggio e ristorazione, le costruzioni e le agenzie di servizio a supporto delle imprese.

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