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Recapito a giorni alterni,

postini pronti a manifestare

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Un postino al lavoro

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Mentre si avvicina per ampie zone del Trentino il recapito della posta a giorni alterni - la data prevista è il 4 dicembre per Vezzano, Borgo Valsugana e Primiero e del 22 gennaio per Lavarone - sul fronte sindacale sale la temperatura. La Failp Cisal ha rotto gli indugi, decisa a scendere in piazza. La manifestazione del personale di Poste Italiane è prevista per le 16 di mercoledì 29 novembre. La data scelta per la protesta non è casuale visto che quel giorno è prevista una seduta del Consiglio provinciale. I portalettere sperano che una delegazione possa illustrare ai consiglieri le ragioni della protesta. E le altre sigle sindacali, aderiranno anche loro? «La manifestazione è dei lavoratori delle Poste, non della Failp Cisal - sottolinea il segretario regionale Marcello Caravello - per questo mi auguro che anche gli altri sindacati siano presenti in piazza Dante per rivendicare il ruolo sociale dei portalettere frustrato da un modello di recapito che penalizza il servizio e i dipendenti. Non dimentichiamo che ci sono in ballo 120 posti di lavoro». 

La protesta della Failp Cisal corre su due binari: manifestazione in piazza, ma anche minaccia di ricorrere alla magistratura per un presunto comportamento antisindacale da parte di Poste. Con una nota inviata nei giorni scorsi al responsabile di Poste per le risorse umane dell'area Nord-Est, Caravello sottolinea come l'introduzione del recapito a giorni alterni possa avvenire solo dopo un accordo su base regionale dove siano affrontati e risolti i problemi legati alle ricadute sul personale dell'azienda. «La contrattazione collettiva regionale - sottolinea il segretario della Failp Cisal - è espressamente prevista da un accordo nazionale del 25 settembre 2015. Tanto è vero che sia in Veneto, sia in Friuli, l'introduzione del recapito a giorni alterni è stata preceduta da un confronto su base locale con i sindacati. Non si capisce perché per il Trentino l'azienda sia intenzionata a procedere in modo unilaterale in violazione dell'accordo nazionale».  

Nella lettera inviata alla direzione di Mestre il sindacato «eleva formale diffida» dal mettere in atto «comportamenti antisindacali» chiedendo di «dare immediato corso alla procedura di contrattazione». In caso contrario la Failp Cisal darà immediato corso «ad azioni giudiziarie volte a sanzionare i comportamenti antisindacali e ripristinare i diritti contrattuali». 
Nel frattempo, però, si avvicina la data indicata da Poste per il decollo della consegna «a singhiozzo» in Trentino: il 4 dicembre dista ormai solo tre settimane. Il nuovo sistema sarà introdotto in 35 comuni, suddivisi in quattro «centri di distribuzione regolati». In queste aree il postino suonerà alla porta di casa e consegnerà la corrispondenza ordinaria a giorni alterni. Resterà invece quotidiana la distribuzione dei prodotti postali per cui è prevista la consegna il giorno successivo e dei prodotti editoriali come i quotidiani.  

Il modello prospettato da Poste non piace alla Failp Cisal (ma perplessità sono state espresse anche da altri sindacati): «Il piano è stato fatto - sottolinea Caravello - sulla base di dati del 2012, ma da allora il recapito è profondamente cambiato ed è più gravoso. Per questo chiediamo all'azienda i dati 2016. Ma ci sono anche molti altri nodi da affrontare, come la consegna dei prodotti editoriali. Al sabato il portalettere si troverebbe a dover coprire fino a 20 zone, una performance impossibile».

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