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Si è spenta Asia Detone,

studentessa di 20 anni

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Sognava di diventare archivista e di lavorare per la Sovrintendenza dei Beni culturali della Provincia. Aveva solo 20 anni Ashia Andrea Detone, per tutti «Asia», ma le idee per il suo futuro erano chiare. La sua vita - divisa fra famiglia, studio e amici - si è interrotta all'improvviso, a pochi giorni dal ricovero in ospedale. Si era sentita male la settimana scorsa: aneurisma cerebrale la diagnosi dei medici. L'intervento a cui era stata sottoposta d'urgenza era andato bene, ma sono subentrate complicazioni che hanno spento la speranza di un recupero. I genitori hanno acconsentito al prelievo degli organi. «È stata una decisione non facile, ma pensiamo che anche Asia avrebbe detto di sì» spiega mamma Eleonora, che con il cuore spezzato dal dolore si aggrappa con forza al ricordo della figlia e «alla grazia di averla avuta accanto per 20 anni».  

La famiglia Detone vive a Lavis. Papà Oscar gestisce con il fratello Franco il distributore Eni in Lung'Adige Leopardi, vicino alla rotatoria di San Lorenzo, e «la succursale» sul cavalcaferrovia; mamma Eleonora lavora in ambito ospedaliero. La mattina del 2 novembre Asia si è sentita male. È stato il fratellino di 13 anni a capire subito la gravità della situazione e a chiamare i genitori, che si sono precipitati a casa. «Parlava, l'abbiamo salutata per l'ultima volta prima che partisse con l'ambulanza. È entrata in coma e poi operata d'urgenza. Non si è più ripresa», racconta la mamma.  

Dopo i cinque anni di liceo artistico, al Vittoria di Trento, Asia si era iscritta a Lettere. Avrebbe compiuto 21 anni il prossimi mese e stava già iniziando ad imbastire la tesi di laurea. «Era una ragazza veramente in gamba, seria, impegnata negli studi ed ambiziosa - prosegue mamma Eleonora - Voleva andare avanti ed aveva le idee chiare su cosa le sarebbe piaciuto fare da grande. Studiava archivistica e le sarebbe piaciuto lavorare alla Sovrintentendenza. Era "testona" e molto matura. I suoi obiettivi li aveva ben chiari e li raggiungeva, magari con fatica, ma ce la faceva». La famiglia ringrazia il personale del reparto di rianimazione del Santa Chiara per le cure e l'attenzione dedicata ad Asia. «Sono persone fantastiche, che hanno preso a cuore il caso di mia figlia, anche per il fatto che era così giovane. Sono stati tutti bravissimi» prosegue mamma Eleonora. È lei che riceve le tantissime persone che fanno visita alla famiglia per porgere le proprie condoglianze. Papà Oscar è distrutto. Franco Detone, fratello di Oscar e zio di Asia, ricorda la mattina in cui la ragazza si era sentita male. «Oscar era subito corso a Lavis, a casa, e poi in ospedale. Sembrava che Asia ce la potesse fare, i medici avevano detto che l'operazione era andata bene». Per i genitori e il fratellino l'incubo è iniziato domenica, quando le condizioni della studentessa sono peggiorate. «Si sperava in un miracolo. Abbiamo pregato tanto - dice lo zio - Ma i miracoli a volte succedono, a volte no».  

«Ho avuto la grazia di avere una ragazza così. Asia è stata un regalo» aggiunge la mamma. Grazie alla decisione della famiglia Detone, che ha acconsentito alla donazione degli organi, è stato possibile dare nuova speranza di vita a giovani pazienti in attesa di un trapianto. Il funerale della studentessa verrà celebrato domani alle 9 al cimitero di Trento.

IL RICORDO DELL'AMICA

A fine ottobre erano state insieme all'inaugurazione di un locale in città. Il 31 si erano trovate per gustare insieme la prima tazza di cioccolata calda della stagione. Nulla poteva far presagire il dramma: solo due giorni dopo Asia era finita in ospedale per un aneurisma, sette giorni dopo è morta. «Lei era come una sorella per me» dice Chiara Di Stefano. «Abbiamo frequentato lo stesso liceo, ma ci vedavamo spesso fuori da scuola - racconta - Nell'ultimo periodo siamo state molto vicine e abbiamo parlato molto. L'ultima volta ero giù di morale e lei, con il sorriso sul volto, come sempre, mi ha incoraggiato: ora che lei non c'è più, capisco che con quelle parole lei voleva darmi dei consigli, gli ultimi consigli che terrò presenti per sempre. Mi diceva che bisogna allontanare le persone negative, che non bisogna permettere loro di entrare nella nostra vita». 
Asia era caparbia, buona e riservata. «Per superare la timidezza l'avevamo spinta a provare a fare qualche book fotografico - prosegue l'amica - Non faceva la modella, ma aveva imparato a mettersi in posa davanti alla macchina fotografica. Era diventata più sciolta, aveva tirato fuori il suo carattere». Seguiva i corsi di zumba e, per rilassarsi, tra un testo universitario e l'altro, aveva i suoi manga, che la facevano tornare al mondo degli amati cartoon dell'infanzia.

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