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Addio a Walter Merler

Imprenditore della tivù

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Walter Merler, 70 anni, se ne è andato, strappato ai suoi cari e a chi lo conosceva da un male rivelatosi incurabile. E con lui se ne va una persona che, per chi l’ha conosciuto, è stato un maestro di tecnica televisiva e riprese.

Merler, da sempre appassionato di tv e telecamere, aveva portato la sua società Emmedue e il suo personale (fino a 100 addetti all’anno nel periodo d’oro) alla notorietà nazionale.

Il tutto grazie all’attività per gruppi come Mediaset. Ha lavorato in programmi come Le Iene o Striscia la Notizia, o come la Rai, per la quale aveva curato le riprese dell’Isola dei famosi.

Una vita dedicata alla tv e alla sua creatura, la Emmedue srl, fondata nel 1990 e andata a spegnersi, purtroppo, a causa della crisi che, dal 2008 in poi, ha colpito anche il settore dei media.

«Con lui mi legava un’amicizia ventennale - lo ricorda Alessandro Raffaelli, oggi patron di Radio Italia e compagno di tante iniziative con Merler - Nonostante sembrasse burbero all’esterno, aveva una umiltà, correttezza e trasparenza che nella mia vita ho trovato in pochissime persone. Anche negli ultimi giorni quando sono andato a trovarlo, era lucidissimo e proponeva idee per il futuro con entusiasmo». Tra le iniziative di Merler che Raffaelli ricorda anche «X Factor» in concerto con Giorgio Gori di Magnolia.

In un’intervista all’Adige di qualche anno fa aveva raccontato la propria vita imprenditoriale. Spiegando che la sua esperienza era parita da Tva allora di Mariano Volani e con Giancarlo Innocenzi, poi parlamentare di Forza Italia.

Merler, allora, faceva parte di una squadra che realizzava soprattutto gli spot pubblicitari, dall’idea alla parte produttiva. Poi inizia la collabozione con Mediaset quando ancora non c’era la diretta e tutti i programmi venivano montati, registrati e poi andavano in onda per quelle che venivano chiamate «finte dirette».

E Merler era allora operatore freelance. Un’attività che lo aveva fatto girare molto, arrivando anche negli anni ‘90 alla guerra in Jugoslavia e alla serie di No Limitis, il programma di avventura legato all’orologio Sector.

E Merler parlando dell’epoca chiariva che era tutto un inventare qualcosa di nuovo, perché non c’erano le tecnologie che si sarebbero sviluppate successivamente.

E, come spiegava, «per me andare in giro per il mondo con una telecamera» era «la cosa più bella che ci sia». Era arrivato anche a intervistare Arafat a Tunisi nel 1986 e in quel periodo il leader palestinese non si fidava di nessuno.

Merler era con un giornalista degli «speciali di Canale 5» e fu ammesso a riprendere l’allora leader dei palestinesi. Furono tenuti sei giorni in un albergo perché ogni sera arrivava qualcuno dello staff di Arafat e diceva che quel giorno non si poteva fare l’intervista e rinviavano tutto al giorno dopo.

Il sesto giorno arrivarono quelli dello staff e caricarono Merler e il giornalista di Canale 5 in auto per portarli a un villino in periferia dove li aspettava Arafat. E l’intervista, storica, andò in porto.

Merler aveva coinvolto anche la figlia nella propria impresa. Chi ha lavorato con lui, nella sede di Ravina, ricorda come fosse un imprenditore capace di investire tutto nell’azienda e nella crescita dei suoi collaboratori.

Una persona generosa, che qualche anno fa si era poi impegnata anche nell’avventura di sviluppare in Trentino quella che era la terza tv privata italiana, ovvero Sette Gold.

Insomma, Merler aveva sempre grande entusiasmo per i nuovi progetti, mantenendo sempre i contatti con i committenti come Magnolia di Giorgio Gori o la Rai. Che oltre all’Isola dei Famosi lo aveva incaricato di occuparsi anche di trasmissioni come Mi Manda Raitre.

La sua forza era quella della generosità e di una grande capacità tecnica, continuamente aggiornata, unita a una passione enorme per il proprio lavoro.

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