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Condannati a oltre 2 anni

per il furto di Timberland

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Ladri di scarpe con la copertura del figlio piccolo seduto in passeggino, forse carico di refurtiva. È un’accusa odiosa quella contestata ad una  coppia di giovani ucraini - lui 23 anni, lei appena 22 - arrestati venerdì sera dai carabinieri della Compagnia di Trento.

L’accusa è furto aggravato: i due avrebbero fatto incetta  di scarpe per un valore di circa 500 euro, una cifra raggiunta con sole quattro paia trattandosi di calzature «Timberland». I due giovani hanno negato di aver rubato le scarpe, ma il giudice  - al termine di un processo tutto indiziario - ha condannato entrambi gli imputati. Severa la pena inflitta: 2 anni e 20 giorni di carcere, una pena che dunque non consente il beneficio della sospensione condizionale.

Venerdì sera la coppia era stata notata all’interno del negozio «Scarpe&Scarpe» di via Brennero. Gli addetti alla vendita hanno chiamato i carabinieri dopo aver scoperto  che quattro calzature di marca «Timberland» erano scomparse proprio quando la coppia di ucraini aveva lasciato il negozio. I carabinieri intervenuti sul posto hanno raccolto la testimonianza dei dipendenti del negozio e hanno subito diramato una nota di ricerca. La coppia, con passeggino e figlio piccolo al seguito, è stata intercettata poco dopo in centro città. È scattato l’arresto, ai domiciliari, anche se la refurtiva non era nella disponibilità dei due giovani che, anzi, hanno negato di essere gli autori del furto.

La coppia è comparsa ieri mattina in Tribunale per il giudizio per direttissima. L’arresto è stato convalidato e a carico del giovane è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di dimora tra le 9 e le 19. Dunque il giovane non potrà uscire di casa durante le ore di apertura dei negozi, ma potrà farlo di notte.

Al processo il pm ha chiesto la condanna di entrambi gli imputati a 2 anni e un mese di reclusione ritenendo che a loro carico ci fossero indizi gravi, concordanti e univoci. Di diverso avviso la difesa che ha sostenuto come non ci fossero prove per sostenere la condanna dei due imputati. In particolare  non c’era traccia della refurtiva; le immagini delle telecamere di sicurezza non erano dirimenti; i due, pur con qualche precedente denuncia, sono ancora incensurati. Il giudice Greta Mancini, dopo oltre un’ora di camera di consiglio, ha condannato entrambi gli imputati che alla fine hanno pagato le «Timberland» a carissimo prezzo.

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