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Adunata: 5 aree tende e camper

Coinvolte 71 palestre scolastiche

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A 216 giorni dall'evento la macchina organizzativa viaggia a pieni giri: magari nell'ombra, magari senza farsi notare, ma decine di persone stanno lavorando a ritmi serrati per l'Adunata degli Alpini 2018 a Trento. L'11, 12 e 13 maggio prossimi sono attese 600 mila persone, con la città che quindi troverà quintuplicata la propria popolazione. L'obiettivo, entro la fine dell'anno, è quello di «bonificare» le maxi aree, tagliando cespugli e rimuovendo immondizie, mentre in primavera inizieranno le valutazioni degli impianti necessari per garantire tutti i servizi.
Le maxi aree.
Sono zone dedicate interamente agli alloggi, con la necessità, ovviamente, di garantire anche i servizi necessari, a partire da quelli igenici. La più vasta è prevista nell'area ex Not, in via al Desert, ed è in realtà doppia: andando verso nord a destra, tra la tangenziale e la residenza Fersina saranno a disposizione 84 mila metri quadrati. A sinistra, compreso l'ex Enderle, l'area sarà di 56 mila metri quadrati. Enorme è anche lo spazio riservato agli alpini poco prima di Mattarello, nell'area San Vincenzo: 46.000 mq per le tende. Queste due, o meglio tre, saranno le zone di campeggio. Per quanto riguarda i camper è stata individuata l'ex Italcemente: 441 piazzole per un totale di circa 20 mila metri quadrati, compresi gli spazi indispensabili per i servizi, dai toi toi alla raccolta rifiuti passando per i gazebo. Infine nei dintorni del PalaTrento, ovvero nel piazzale e nel parcheggio esterno, ci saranno 130 posti camper più decine di posti auto. In tutta la città, infatti, sarà necessario individuare un totale di 2.200 posti per le macchine. Nelle maxi aree verranno ospitati in totale 16.000 alpini. 
Le palestre scolastiche.
Tutte le scuole della città, pur essendo in pieno periodo scolastico, apriranno le porte delle proprie palestre alle penne nere: il Coa ha mappato 71 istituti, tra elementari, medie e superiori che garantiranno una notte al coperto a 7.500 persone. A queste vanno aggiunte le strutture Asis, come il PalaBocchi, le Manazzon, PalaGhiaccio, Gardolo e Mattarello.
L'ospitalità alberghierà. 
Trovare un letto a Trento e dintorni è sostanzialmente impossibile. L'Apt cittadina, che gestisce le prenotazioni nelle strutture alberghiere, in questi giorni tra vendendo agli alpini di tutta Italia stanze in val di Sole, a Riva e in Bassa Valsugana. 
Le prenotazioni online. 
Al giorno d'oggi le penne nere devono essere anche 3.0 e per prenotare il proprio posto in vista dell'Adunata 2018 bastano pochi click sul sito adunatatrento2018.it. Alla fine della scorsa settimana sono stati venduti 2.798 posti branda, 1.020 piazzole e 350 posti camper. I posti branda, ovvero i letti all'interno di palestre o altre strutture, a disposizione sono circa 7.000 (a Treviso erano circa 6.000). Il contributo richiesto per i singoli posti letto negli alloggiamenti collettivi è di 25 euro per il tip «A», ovvero branda con cuscino, lenzuola usa e getta, coperta, 20 per il «B», solo la branda, e 10 per il «C», ovvero il posto a terra. In questi giorni sul sito si viaggia a una media di circa 30 prenotazioni al giorno, ognuna ovviamente che riguarda gruppi numerosi di alpini. Il «record» va alla sezione Ana di Torino, che ha prenotato 8.000 metri quadrati.

I TRASPORTI

Gli spazi per dormire, senza dubbio. Ma poi queste migliaia e migliaia di alpini dovranno anche muoversi e spostarsi. E ci sarà anche la sfilata domenicale, con la necessità di uscire poi dalla città.
Sono tantissimi gli aspetti organizzativi ai quali il Coa sta pensando in questi giorni, affidandosi al fondamentale lavoro di Renzo Merler, vicepresidente sezione ANA Trento e responsabile accoglienza, viabilità e trasporti.
Uno degli obiettivi è quello di creare una speciale rete di bus navetta che possano accompagnare gli alpini dalle zone più periferiche al centro della città.
Per quanto riguarda il pullman, invece, alcune decisioni sono già state prese: nella giornata di domenica, tra le 6 del mattino e mezzogiorno, è previsto l’arrivo in città di circa 2.000 mezzi. L’organizzazione prevede di fare scendere gli alpini tra via al Desert e via Sanseverino, mentre poi i pullman verranno parcheggiati a Trento nord. Al termine della sfilata gli stessi mezzi «raccoglieranno» le penne nere alla rotonda caduti di Nassiriya a metà di via Brennero, dove sarà obbligatorio arrivare a piedi. Si tratta di un punto particolarmente strategico e comodo per poi raggiungere la tangenziale e l’autostrada.
La domenica sarà ovviamente il giorno più delicato, quello della vera e propria invasione, e si lavora oggi per rendere tutto perfetto tra oltre duecento giorni. Il deflusso al termine del corteo sarà fondamentale: bisogna evitare punti a collo di bottiglia e ammassamenti di persone.
Tornando all’accoglienza, oltre a palestre, maxi aree e strutture ricettive, le precedenti adunate «insegnano» per gli alpini non si fermano di fronte a nulla quando si tratta di piantare una tenda e passare la notte. Ma a Trento i parchi pubblici saranno off limit: gli spazi verdi «allettanti» per un improvvisato campeggio in città sono parecchi, ma Comune e Coa hanno deciso di preservare i parchi pubblici.
Tanti sforzi che, se tutto riuscirà bene, avranno grandi ricadute, sia a livello di immagine sia a livello economico. Come ha detto il presidente del Coa Renato Genovese, «uno studio dell’Università Cattolica di Milano, fatto dopo l’adunata di Piacenza del 2013, che ha portato meno persone di quante ne attendiamo a Trento, ha indicato che una nostra adunata nazionale ha una ricaduta di circa 120 milioni di euro sul territorio».

IL COMMENTO 

«Il lavoro da fare è tantissimo e i soggetti coinvolti centinaia: ma siamo partiti con il piede giusto». Massimo Ducati, consigliere comunale e delegato all'interno del Coa, fa il punto sui primi mesi di attività in vista dell'Adunata. Maggio pare lontano, ma con tutto quello che bisogna fare è dietro l'angolo. «Coordinare tutti quelli che sono coinvolti non è facile. Martedì abbiamo avuto un incontro con gran parte dei dirigenti comunali che, a seconda del proprio ufficio, avranno voce in capitolo. Ho notato grande attenzione e voglia di fare bene, anche perché in quei giorni tutta Italia avrà gli occhi puntati sulla nostra città». Il compito del Comune e dei vari servizi è impegnativo: c'è la parte dell'accoglienza, ma anche la logistica, i servizi, le strutture. Basti pensare alle 71 palestre scolastiche aperte per le penne nere: per ognuna c'è bisogno di contattare i dirigenti, capire gli spazi, mettere a punto i servizi. «E poi sentire il Coni e le federazioni sportive perché in alcune di quelle in quel fine settimana potrebbero esserci partite». Insomma, una serie di pezzi che devono incastrarsi alla perfezione: meglio si organizza ora meglio riuscirà l'Adunata. 
«Come Comune avremo la responsabilità di tanti aspetti e molto del nostro personale impegnato a vario titolo. E poi le strutture: ci saranno eventi al Teatro Sociale, ad esempio. Poi al Briamasco è prevista una manifestazione di aviolancio, con l'arrivo dei paracadutisti». 
Insieme all'accoglienza c'è stata la definizione del percorso della sfilata. «Nell'incontro di qualche giorno fa è stato definito: forse ci sarà qualche piccola modifica, ma in gran parte è fissato. Le tribune d'onore saranno in piazza Dante e non è stato facile perché ci sono dei protocolli legati alla presenza di tante autorità e alla sicurezza che non sono semplici da rispettare». 
Le vie della città scelte per la sfilata di 80 mila penne nere devono essere larghe e senza ostacoli: qualche piccolo problema potrebbe esserci per gli spartitraffico in via Giusti, ma verrà risolto. A preoccupare è invece l'ex Italcementi: individuata come una delle cinque maxi aree non pare essere del tutto a posto. 
«Non è un problema di pulizia: si parla di bonifica e di sicurezza. Le ciminiere, la parete rocciosa e il suolo sono da mettere a posto perché lì arriveranno centinaia di persone: la proprietà dell'area è provinciale, quindi dovranno intervenire, apprfondire, fare delle perizie e dare delle autorizzazioni. Il mio auspicio è che la situazione venga presa in mano in tempi brevi perché senza le necessarie garanzie non sarà possibile ospitare persone lì». Si procede anche dal punto di vista del marketing. «In molti stanno già chiamando in Comune per gli spazi fuori dalla cosiddetta "area rossa", ovvero il centro storico, dove ci saranno gli stand degli sponsor. Organizzeremo un bando definendo quanti posti ci saranno e dove. E sarà un affare: a Treviso alcuni bar in due giorni e mezzo hanno fatturato quanto in un anno. Infine ci sarà la città da vestire e abbellire, perché tutto deve essere perfetto».

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