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Contributi per l'auto elettrica

20 milioni in cinque anni

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Venti milioni in cinque anni per spingere sulla mobilità elettrica, moltiplicando le colonnine sul territorio e incentivando l’acquisto di veicoli e biciclette ecologiche. È l’imponente piano messo in atto dalla giunta provinciale che punta con decisione sulla mobilità a basso impatto ambientale.

«Il periodo temporale interessato sarà quello medio e lungo, per accompagnare il Trentino in un percorso che lo renderà ancor più attrattivo grazie ad una tendenziale riduzione delle emissioni» commenta l’assessore Mauro Gilmozzi.

I contenuti del piano varato al mattino sono stati illustrati nel pomeriggio in un convegno al Muse nell’ambito della «Settimana europea della mobilità sostenibile». Gilmozzi ha parlato di «passi avanti importanti. Agevolazioni nella realizzazione di infrastrutture per la ricarica dei mezzi elettrici, incentivazione economica per l’acquisto e l’utilizzo degli stessi, definizione di strumenti regolatori e di disposizioni tecnico-normative specifiche, e una sensibilizzazione maggiore verso i mezzi esistenti, come e-bike ed automobili elettriche in circolazione.

Tutti obiettivi che la Provincia si è posta guardando al futuro.

Un migliaio sono i veicoli elettrici immatricolati in Trentino, per i quali sono state installate 76 colonnine. Gli investimenti futuri si concentreranno su un’espansione di queste ultime (per circa 1,6 milioni di euro), ma anche su contributi per finanziare l’acquisto di mezzi elettrici (circa 14 milioni di euro).

«Le problematiche principali riguardavano lo sviluppo della rete infrastrutturale e le tecniche da adottare per aumentare il commercio di mezzi elettrici - spiega l’ingegner Maurizio Fauri, docente di Sistemi elettrici per l’energia presso l’Università di Trento - Nel primo caso l’idea è quella di passare dalla settantina di colonnine presenti al momento a circa 2.500 entro il 2025, mentre per quanto riguarda i mezzi ad energia elettrica si vorrebbe decuplicarne il numero, passando da 1.000 a 10.000. Dobbiamo capire che le risorse di cui disponiamo non sono infinite e, anzi, alcuni Paesi come Olanda o Norvegia si stanno già attrezzando per bandire auto a combustibile fossile entro il 2030. Progetti ambiziosi certo, ma che anche sul nostro territorio possono, procedendo a piccoli passi, orientarci verso un Trentino più green, un miglioramento dell’ambiente e soprattutto un incremento decisamente positivo per quanto concerne la qualità della vita».

Fauri ha poi esposto quelli che sono i dati relativi al Piano approvato dalla Giunta provinciale, partendo dalla situazione attuale. Ben 508 le autovetture elettriche registrate alla fine del 2016, seguite da 276 motocicli e quadricicli speciali, 140 autocarri da trasporto ed altri veicoli vari per un totale come già detto di mille mezzi complessivi (tra cui anche un autobus). Numeri che per l’appunto mirano ad un espansione, sulla base di alcune ipotesi. In primis quella di installare una colonnina di ricarica per ogni centro abitato (dunque 250), almeno una colonnina per ogni azienda con più di 50 addetti (305 quelle registrate nel 2011), una per ogni albergo per un totale di circa 1.600 ed una ogni 800 famiglie (233.001 i nuclei famigliari nel 2015), il 75% delle quali possiede una proprietà privata per il parcheggio e dunque una zona già pronta per l’installazione. Circa 36 punti di ricarica per i parcheggi, 5.820 quelli a disposizione nelle 21 zone a Trento,  ed invece 100 colonnine di ricarica rapida presso le stazioni di carburante sul percorso autostradale.

L’attuazione del Piano procederà dunque in modo incrementale. Le previsioni sono infatti di un’aggiunta di colonnine pari a 76 nel 2018, 228 nel 2019, 418 nel 2020 ed un punto culmine di 559 nel 2021, per poi gradualmente diminuire fino al 2025 (mille euro in totale il costo di ognuna), per chiudere il totale dell’investimento a 1.688.000 euro. Per i mezzi elettrici il ragionamento sarà lo stesso, con una produzione che supererà le mille unità nel 2020 e terminerà con circa 1.785 veicoli prodotti nel 2025, a fronte di una spesa complessiva che ammonterà a 14.263.988 euro.

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