Il comuni non possono usare il tesoretto delle multe

Dal 2013 ad oggi, su indicazione della Provincia, i Comuni del Trentino accantonano senza poterlo utilizzare il 50% dei proventi derivanti dalle sanzioni per la violazione dei limiti di velocità, mentre l’altra metà va all’ente da cui dipende l’organo accertatore.

La metà dei proventi, infatti, in mancanza del decreto attuativo della legge - e in particolare dell’articolo 142 del codice della strada modificato nel 2010 - non può essere destinata dai Comuni all’ente pubblico proprietario della strada (lo Stato o la Provincia) lungo la quale è stato effettuato l’accertamento. Ne dà notizia l’assessore Carlo Daldoss, nella sua risposta a un’interrogazione del consigliere Massimo Fasanelli (Gruppo misto), come riportata dal Consiglio provinciale in una nota.

L’ente proprietario, spiega l’assessore, sarebbe tenuto dalla legge ad utilizzare queste somme che dovrebbe ricevere dai Comuni, per la realizzazione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle strade, della segnaletica, delle barriere e dei relativi impianti, nonché al potenziamento delle attività di controllo e accertamento delle violazioni in materia di circolazione, ivi comprese le spese relative al personale.

Senonché, spiega Daldoss, ormai da anni i proventi destinati a questo scopo sono «prudenzialmente» trattenuti nelle casse dei Comuni, e dunque non ancora destinati agli enti proprietari delle strade. Questo perché le amministrazioni locali sono in attesa del decreto attuativo con cui lo Stato avrebbe dovuto emanare sette anni fa (secondo la norma, entro 90 giorni della legge 120 approvata nel luglio 2010) per chiarire le modalità di versamento del 50% dei proventi derivanti dalle sanzioni per eccesso di velocità.

La risposta dell’assessore, quindi, mentre esclude responsabilità della Provincia, conferma in parte il problema evidenziato nell’interrogazione di Fasanelli, vale a dire la denuncia che i proventi accantonati dai Comuni e derivanti dalle multe per eccesso di velocità, sono «di fatto inutilizzate ed inutilizzabili». E questo, conclude il consigliere, «in tempi in cui le finanze pubbliche sono già esigue».

La stima dell’importo «bloccato» nelle casse dei Comuni del Trentino a causa del mancato decreto, è stimata in alcuni milioni di euro. L’assessore Daldoss anticipa che sarà emanata una norma della Provincia per permettere ai Comuni di investire tali risorse in prevenzione e sicurezza stradale.

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