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Ciclista investito dall'auto multato

perché non aveva il campanello

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Oltre al danno anche la beffa: quando si è visto recapitare a casa la busta del Comune di Vigo di Fassa tutto si sarebbe aspettato tranne una multa. Quarantadue euro (25 di sanzione e 17 di notifica), arrivati dopo un lungo periodo all’ospedale in seguito a un incidente stradale avvenuto all’inizio di luglio.

Il protagonista, Giovanni Cavina, è un triatleta trentenne bolognese, che con alcuni compagni si stava allenando in bicicletta sulle strade del Trentino, in particolare della val di Fassa, quando è stato investito da una macchina.

A raccontare l’accaduto è il coordinatore della squadra amatoriale Gianni Calderoni: «Non vogliamo creare scandali o alzare un polverone, ma far riflettere: il nostro ragazzo stava andando in bici sulla Ss48 quando un’auto lo ha centrato, probabilmente in seguito a un malore dell’anziano alla guida. Giovanni è rimasto in ospedale a lungo, con una serie di fratture e ovviamente ha dovuto rinunciare a tutte le gare per le quali si stava allenando. Ora gli è arrivata pure la multa perché non aveva il campanello e le luci: noi conosciamo il codice della strada e la multa probabilmente è giustificata, ma quelle norme sono lacunose. Gli incidenti a volte capitano, non vogliamo dare la colpa a nessuno, ma ci dispiace molto questa sanzione. Poi noi in Trentino siamo di casa, ogni anno una quarantina di ragazzi della nostra polisportiva vengono ad allenarsi nelle vostre valli».

Con un campanello e con le luci, tra l’altro, l’incidente non sarebbe stato evitato, visto che è avvenuto in pieno giorno, in tarda mattinata.
«Siamo vittime di un eccesso di normative che stravolgono il buonsenso, con situazioni chiare che diventano complesse. Forse l’ufficiale di polizia avrebbe potuto essere umanamente più comprensivo e meno zelante, pur avendo fatto semplicemente il proprio dovere» commenta il sindaco di Vigo Leopoldo Rizzi.

Che aggiunge. «Già in serata contatterò questo signore per spiegargli, dirgli che ci dispiace e scusarmi come amministratore per l’accaduto. Quell’incidente non fu colpa di nessuno, fu la casualità. Speriamo di poter rimediare, magari con una pizza la prossima estate, visto che queste persone vengono da noi a fare turismo sportivo e speriamo che tornino».

D’accordo con il sindaco anche il comandante della polizia locale Gianluca Ruggiero. «La pizza allo sfortunato ciclista la offro volentieri anche io: noi non vogliamo essere pignoli, ma il fascicolo dopo un incidente è una cosa seria. Dal codice della strada non si scappa: quella multa è normale, funziona così in questi casi. Sappiamo che i ciclisti si arrabbiano, ma la polizia stradale, in caso di sinistro, ha l’obbligo di riportare nei verbali quello che vede, così come ha l’obbligo di sanzionare chi non è in regola. A livello civilistico quella multa può essere importante per gli avvocati di ambo le parti».

Insomma: tutti d’accordo sul fatto che la multa sia eccessiva ma, come spiegato dal comandante, le regole sono regole e valgono per tutti. Il buonsenso arriverà in un secondo momento, magari con una sorta di rimborso gastronomico. Che probabilmente non dispiacerà al ciclista. «Noi del Team Casale Polisportiva Valsanterno di Imola ci definiamo scherzosamente una ciclo enogastronomica, perché dopo le pedalate non disdegniamo una cena tipica, magari in un rifugio trentino».

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