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L'uomo ferito dall'orso a Terlago

Enpa: «Ha bastonato l'animale irritandolo

La Provincia rinunci alla cattura»

 

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Un esemplare di orso bruno

Fonte:

Andrea Mustoni

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«C’è un vero colpo di scena nella vicenda relativa alla presunta aggressione di un orso ai danni di un escursionista trentino, al quale l’Enpa rinnova gli auguri di pronta guarigione. Secondo quanto riferito ieri a Radio 3 Scienza da Claudio Groff, responsabile settore grandi carnivori, servizio foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento, sarebbe stato il pensionato ad aggredire per primo l’animale e non viceversa».

A sostenerlo è l’Ente nazionale protezione animali, in una nota, a proposito del ferimento, lo scorso 22 agosto, di un uomo che passeggiava col cane a Terlago.

«Groff, citando la testimonianza resagli dallo stesso ferito - prosegue l’Enpa - chiarisce infatti che l’idraulico settantenne di Cadine ha attaccato l’orso a colpi di bastone, perché terrorizzato dalla comparsa improvvisa del plantigrado».

«In attesa vengano chiariti ulteriori elementi, quali - ad esempio - l’eventuale presenza di cuccioli o il ruolo giocato avuto dal cane nell’innervosire il plantigrado - continua l’associazione animalista - prende dunque corpo l’ipotesi dell’errore umano. Con buona pace di tutti coloro i quali non avevano perso tempo nell’invocare la forca per il povero orso».

«Al presidente Rossi e all’amministrazione provinciale di Trento, che hanno dimostrato di non essere in grado di gestire la situazione né di informare o sensibilizzare i cittadini sui comportamenti corretti da tenere - conclude la presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi - chiediamo di trarre le necessarie conseguenze, fermando una inaccettabile caccia all’orso.

Al presidente del Consiglio Gentiloni chiediamo di non concedere ulteriori privilegi venatori alla Provincia autonoma di Trento, alla quale sono già stati delegati ampi poteri per la gestione della fauna selvatica. Che, lo ricordo, è patrimonio indisponibile dello Stato».

La Provincia, proprio oggi, ha invece ribadito la necessità di catturare l'animale del quale, spiega un comunicato, i test del dna hanno confermato l'identità: si tratta, come ipotizzavano i responsabili del progetto di gestione degli orsi, di KJ2, un esemplare femmina.

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