Il folk femminile di Odette stasera alla Bookique

di Fabio De Santi

Sono passati vent'anni da quel 1997 in cui uscì «Spirale», secondo e anche ultimo album dei «Soon». Un lavoro dai colori alternative pop rock che consacrò la formazione milanese al debutto l'anno precedente con il disco «Scintille» prodotto da quel Anjali Dutt già ingegnere del suono di band come My Bloody Valentine e Oasis. A guidare i Soon, che si sciolsero nel 1999, la voce e la chitarra di Odette Di Maio capace di lasciare il segno grazie alle sue doti d'interprete. Una voce che ritroviamo questa sera (1 luglio), dalle 19.30, alla Bookique di Trento fra le protagoniste del festival tutto al femminile Loveisindieair .

Odette, cosa ti manca di più di quegli anni '90 targati Soon?
«Al di là dei Soon, un aspetto di cui ho grande nostalgia relativa a quegli anni riguarda la varietà e la qualità delle proposte musicali che gravitavano insieme a noi in quella che possiamo definire come scena alternativa-indipendente italiana. C'erano più opportunità rispetto ad oggi e più locali che supportavano gli artisti e li aiutavano a diffondere la loro musica».

Tutto così diverso in questo 2017?
«Sì, oggi mi sembra purtroppo che la situazione sia molto diversa con molta più attenzione alla musica e ai fenomeni proposti dalla tv dai talent, ma non solo, che hanno ammazzato un certo modo di intendere la musica indipendente. Tutto è più virtuale e meno reale».

Nostalgia dei Soon?
«Con i Soon ho fatto delle esperienze bellissime ed ho tantissimi ricordi intensi, dai tour dopo l'uscita dei nostri due dischi, al palco del Festivalbar fino alle apparizioni in diversi programmi televisivi. È una parte della mia vita».

Qual era allora la vostra formula pop vincente?
«Abbiamo sempre cercato una via personale ed originale in quello che suonavamo pur ispirandoci alla scena pop rock britannica e anche a quella degli Stati Uniti degli anni ?90, brit pop in primis. Insieme a questo si è aggiunta la mia componente melodica molto forte derivante dalla mia matrice originaria più legata al folk americano, al songwriting. Il mix di queste due componenti, suoni poderosi, chitare forti e distorte e una forte attenzione alla melodia aveva creato una miscela particolare per gli arrangiamenti che andavamo a cercare e creare».

Parliamo del live di Trento. Cosa suonerai?
«Sarà un concerto solo per voce e chitarra acustica in cui proporrò alcune cover del mio repertorio classico americano che propongo da anni in uno spettacolo con brani di Susan Vega, Eddie Brickell,Tracy Chapman fino ai Nirvana e Lou Reed. Insieme a brani in acustico dei Soon, qualche pezzo inedito e alcune canzoni del mio progetto Miss O. Una sigla che ho creato cinque anni fa insieme ad un artista belga e che ha un respiro internazionale. Ci saranno tutte le sfaccettature del mio percorso musicale».

A cosa stai lavorando?
«Con Miss O abbiamo inciso già diversi brani e ce ne sono altri che usciranno nei prossimi mesi, veicolati alla produzione di video. Poi sto pensando di scrivere ninne nanne per bambini in inglese con una ispirazione originale diversa da quella classica che a volte può essere noiosa. Vorrei fare qualcosa che possa piacere sia ai bambini che agli adulti. Ma per ora è solo un'idea».

Di una reunion dei Soon proprio non si parla?
«Mai dire mai, ogni tanto ci pensiamo ma non è così semplice ritrovarsi».

IL VIDEO. Guarda e ascolta:

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