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«Non si parla con le prostitute»

Proposta Merler in consiglio comunale

 

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Vietato concordare prestazioni sessuali a pagamento ma anche solo fermarsi a chiedere informazioni a chi, per l'atteggiamento o l'abbigliamento, manifesti l'intenzione di prostituirsi. Colpisce sia i clienti sia le prostitute, o comunque chiunque, uomo o donna, eserciti il meretricio, la proposta di Andrea Merler, capogruppo della Civica Trentina in consiglio comunale a Trento, sottoscritta anche dai compagni di partito Antonio Coradello e Fabrizio Guastamacchia.

Quella di Merler non è una semplice mozione, strumento di solito usato dall'opposizione per spingere la maggioranza a prendere impegni su argomenti specifici, ma una proposta di delibera. Che questa venga dall'opposizione è caso assai raro sebbene perfettamente legittimo; evidentemente il consigliere della Civica vuole in questo modo dare peso al suo tentativo e spingere la maggioranza a confrontarsi seriamente col problema.

Merler afferma di non volere dare un giudizio etico sulla prostituzione o sindacare sulla libertà di ognuno di esercitarla, ma rileva come quella di strada, su cui si concentra la sua proposta, nella maggior parte dei casi nasconda situazioni di costrizione e inganno se non a volte vera e propria schiavitù. Ferma restando perciò la necessità di dare assistenza a chi è vittima di un racket propone di metter mano al regolamento di Polizia urbana proprio per rendere più difficoltosa l'attività da marciapiede. Anche per una questione di decoro urbano.

In altre città qualche sindaco ha provato a fare da solo emettendo ordinanze anti prostituzione che in buona parte sono state poi dichiarate illegittime. Maggior fortuna, segnala Merler, ha avuto chi ha usato lo strumento del Regolamento, strumento che avrebbe dato risultati positivi. «Per serietà - spiega il proponente - non si può nascondere come questa modalità non comporti la totale eliminazione del fenomeno ma si può dire che incide in modo deciso sulla sua limitazione, colpendo soprattutto il turismo sessuale dei gruppi di prostitute provenienti ogni sera da altre città. A Pavia nel 98% dei casi le sanzioni sono state pagate immediatamente dai clienti per evitare la notificazione del verbale a casa e molte professioniste, segnalate alla questura, sono poi state espulse perché prive di permesso di soggiorno». 

Tecnicamente il consigliere della Civica propone di introdurre nel Regolamento di Polizia urbana un articolo 86 ter dal titolo «Contrasto al fenomeno della prostituzione». Come detto l'articolo propone di vietare a chiunque di concordare prestazioni sessuali a pagamento o anche solo di intrattenersi con chi esercita il meretricio, così come di assumere comportamenti che manifestino l'intenzione di adescare. Per i clienti sono previste multe da 200 a 500 euro, per chi si prostituisce da 100 a 500.


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