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Non voleva pagare la corsa

Pugno in faccia al tassista

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È un mestiere pericoloso quello del taxista. Non solo si rischia di caricare clienti che, dopo una corsa nemmeno breve, si rifiutano di pagare, ma c’è anche il pericolo di finire al pronto soccorso solo per aver prospettato di chiamare i carabinieri.

È proprio quanto sarebbe accaduto il 13 dicembre del 2015 ad un taxista in servizio a Trento. Quella sera, intorno alle 21, l’uomo ricevette una chiamata da una persona che richiedeva una corsa con partenza da via Bolzano.

Raggiunto il  luogo della chiamata, sul mezzo saliva una donna con tre bambini. A bordo voleva prendere posto anche un uomo che sembrava aver bevuto troppo, come confermava la bottiglia di Vecchia Romagna che teneva tra le mani.

Il taxista, temendo problemi, invitava il gruppo a farsi accompagnare da altri perché la corsa per fino a Cimone sarebbe costata 50 euro. Marito e moglie però insistevano assicurando che una volta arrivati a destinazione avrebbero saldato il conto. Temendo reazioni violente, il taxista si rassegnò avviandosi con l’auto carica di passeggeri verso Cimone.

Arrivato a destinazione, i timori si dimostrarono reali. I passeggeri dichiararono senza imbarazzi di non avere i soldi per pagare la corsa. Il taxista, rivendicando il diritto ad essere pagato, reagiva: «Io chiamo i carabinieri...», disse.

Frase che pare abbia scatenato l’ira del passeggero, già «carburato» dalla Vecchia Romagna. Mentre cercava di divincolarsi il taxista riceveva un pugno in faccia e poi veniva spinto rovinosamente giù dal giroscale.

Per quei fatti il passeggero - un 28enne residente a Cimone - è ora imputato per lesioni e violenza privata. Il processo ieri è stato rinviato.

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