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Sistema informatico in tilt

Riceve solo 3 euro di pensione

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Tre euro. Tre euro di pensione contro i 1.425 che prendeva ogni mese. V.P., 72 anni di Trento, non poteva credere ai propri occhi quando, il mese scorso, si è visto arrivare l’accredito della pensione. «Un problema di lettura distorta causata dal nuovo sistema», gli hanno spiegato all’Inps di Trento quando è andato a chiedere il motivo di quella cifra «da fame» accreditata sul suo conto corrente.

Quello di V., fortunatamente, è un caso limite anche se in Trentino sono state registrate altre situazioni analoghe. Motivo dell’errore è il nuovo archivio delle detrazioni, che è diventato unico. Il pensionato in questione, e qualche altro in Trentino, era titolare di una pensione e ha un’altra fonte di reddito. Giustamente ha sempre chiesto l’applicazione della detrazione alla pensione e non alla seconda prestazione ma il risultato è che la macchina ha letto solo la seconda dichiarazione e per questo ha applicato il non diritto alla detrazione a tutto il reddito. Con il conguaglio di maggio è dunque arrivata la batosta che gli ha praticamente azzerato la pensione.

«All’inizio ho preso un colpo - racconta - perché con 3 euro non riesco a mangiare nemmeno un panino. Poi sono andato all’Agenzia delle Entrate e all’Inps dove dopo vari giorni e incontri mi hanno detto che era colpa loro e che mi avrebbero rimborsato. Il problema è quando.
Io mi chiedo come fanno quelli che non hanno risparmi o che non hanno qualcuno che li possa aiutare economicamente. Uno si aspetta di ricevere la pensione e all’improvviso scopre che quel mese si devi arrangiare con 3 euro».

Fortunatamente solo poche persone si sono trovate nella situazione di V. e nessuno ha avuto un decurtazione della pensione così consistente. «Il rimborso dovrebbe arrivare entro maggio», spiega il direttore dell’Inps Stefano Zabotto che ieri, interpellato,  era perfettamente a conoscenza del caso.

Diverso il caso dei pensionati trentini, e qui si parla di centinaia di persone, con reddito tra i 15 mila e 20 mila euro che a causa del mancato riconoscimento dell’esenzione dall’addizionale Irpef provinciale hanno avuto una riduzione della pensione nel mese di marzo. Ma qui l’importo è decisamente minore, si va dai 10 ai 35 euro a testa. Anche in questo caso l’importo sarà restituito probabilmente a maggio, visto che quando è stato scoperto l’errore le pensioni di aprile erano già in fase di elaborazione.

Il problema è nato da una elaborazione dell’Inps di Roma. Con la manovra di bilancio 2016, approvata a dicembre 2015, la maggioranza di governo della Provincia aveva deciso di portare a 20 mila euro la soglia di reddito per l’esenzione dall’imposta (1,23% l’aliquota) per i pensionati trentini. L’Inps romana, a quanto pare, si è però scordata di applicare l’esenzione e con la pensione di marzo i nodi sono venuti al pettine.

Numerose segnalazioni sono giunte sia ai Caf dei sindacati che all’Inps stesso.

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