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Precipita elicottero del 118

«Un botto, poi neve: non respiravo»

 

L'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha aperto un'inchiesta. Il video dell'arrivo a Trento del pilota dell'elicottero caduto

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AGGIORNAMENTO: «UN BOTTO, POI LA NEVE: NON RESPIRAVO»

«Ho udito un botto e in un attimo mi sono trovato immerso nella neve smossa dalla valanga. Non potevo respirare e in quei momenti mi è passata davanti agli occhi l'intera vita. Sono stato davvero fortunato, ora posso accendere un cero. I miei compagni sono stati eccezionali». Andrea Gueresi è il verricellista che si trovava a bordo dell'elicottero della protezione civile precipitato nella zona di Nambino. I medici che lo hanno in cura hanno optato per il ricovero nel reparto di Ortopedia dell'ospedale Valli del Noce a Cles, dove ha trascorso la notte.

«Mi sento un miracolato» commenta l'uomo con lo sguardo stanco di chi ha trascorso una giornata che difficilmente riuscirà a dimenticare. Non ha riportato fratture, ma numerose sono le contusioni alla schiena e agli arti. «Stavo completando la manovra, quando improvvisamente il mezzo è precipitato» racconta dal letto di ospedale. Una manovra ripetuta decine, centinaia di volte. Il suo compito è quello di calare i soccorritori sul luogo di un'emergenza. E così ha fatto anche ieri: «Mi stavo accertando che la guida cinofila con il cane arrivasse a terra in sicurezza per avviare le ricerche di due persone finite sotto una valanga. Ero affacciato al portellone e assicurato con un imbrago per non essere risucchiato nel vuoto. Non so dire precisamente cosa sia accaduto, ma di certo l'elicottero non era in movimento proprio perché era in corso questa operazione».

Improvvisamente, il velivolo che operava a circa 20 metri d'altezza rispetto suolo è precipitato, toccando terra su un fianco. L'impatto è avvenuto proprio sul lato dal quale stava operando il tecnico di volo. Così, d'un tratto Gueresi si è trovato immerso nell'ammasso bianco portato dalla valanga. «Ero immobilizzato dall'imbrago, che non mi consentiva di liberarmi. Facevo fatica a respirare e, pur provandoci, non riuscivo a sollevare il capo dalla neve». In quel momento i pensieri che si affollano nella mente sono i più angoscianti. «Sono rimasto intrappolato per un tempo che a me è sembrato infinito. In realtà si trattava probabilmente di due, forse tre minuti, ma interminabili. Il panico sembrava avere la meglio, quando finalmente ho sentito le voci dei miei colleghi e amici. Ho cominciato a sperare e ho capito che di lì sarei uscito vivo». Dalla cabina è accorso il pilota di volo, che assieme agli altri membri dell'equipaggio è riuscito ad estrarre l'uomo infilato sotto il fianco dell'elicottero. «Hanno creato un varco per raggiungermi. Sapevano che ero legato e quindi conoscevano il posto dove concentrare la loro ricerca» continua il verricellista, che con un sorriso appena percettibile aggiunge: «L'operazione è andata interamente a buon fine, perché anche i dispersi che ci avevano portato in quel luogo sono stati ritrovati e portati in salvo».
Guerresi respira intensamente e sposta lo sguardo verso il braccio sinistro, vistosamente fasciato: «I medici hanno steccato la mano, ma pare che non ci siano fratture. Insomma, la fortuna mi è stata compagna». Quando ci congediamo, l'attenzione dell'uomo viene attira dal cellulare, sul quale ha ricevuto innumerevoli messaggi di vicinanza e di auguri. L'auspicio è che possa tornare presto a bordo degli elicotteri gialli che solcano i cieli del Trentino per soccorrere chi è nel bisogno e salvare delle vite.


 

Sono terminate poco dopo le 18 le operazioni di recupero delle persone coinvolte nell'incidente che ha coinvolto un velivolo - un Agusta AW139 - del nucleo elicotteri della Provincia autonoma di Trento.

Poco dopo le 17 sono rientrati alla base il pilota del velivolo e l'esperto dell'unità cinofila. Con un secondo volo sono atterrati a Mattarello, infine, gli altri componenti l'equipaggio. Sul fronte sanitario da registrare la diagnosi molto più favorevole di quanto segnalato in un primo momento per motorista Andrea Gueresi che è stato già dimesso dall'ospedale di Cles. Sotto osservazione rimane invece il medico Matteo Zucco che è stato ricoverato all'ospedale Santa Chiara per fratture ad entrambe gli arti superiori.

 

Intanto si stanno precisando alcuni dettagli alla base dell'incidente. Fortunatamente non si è trattato di una caduta da una quota elevata come si temeva all'inizio, ma piuttosto di un forte impatto al suolo mentre erano in corso le operazioni di sbarco dei soccorritori chiamati ad operare su un'emergenza valanghiva. Le condizioni meteo ed in particolare i problemi di visibilità hanno determinato improvvise complicazioni durante la calata dei soccorritori con il verricello. 

Nelle prossime ore saranno analizzate anche con gli esperti Enac e l'Agenzia nazionale sicurezza volo le cause dell'incidente. Al momento sono in corso le attività previste dal protocollo di gestione di eventi di questo tipo, in particolare ulteriori accertamenti sulle condizioni psicofisiche delle persone coinvolte. 


Aggiornamento

Tragedia sfiorata questa mattina nei pressi del Monte Nambino. Un elicottero della Protezione Civile è precipitato in fase di atterraggio.

Stava andando a recuperare una donna che mentre faceva un'escursione con il marito è rimasta travolta da una valanga. Le persone che hanno riportato le ferite più serie sono Andrea Guerresi, tecnico di volo, trasportato all'ospedale Santa Chiara per politraumatismo, assieme alla vittima delle valanga che aveva allertato il pronto intervento. Il medico a bordo del velivolo, Matteo Zucco, è rimasto ferito ad un braccio. Soccorsi terminati.

L'arrivo a Trento di Andrea Giacomoni, il pilota dell'elicottero caduto


Aggiornamento

L'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha aperto un'inchiesta sull'incidente che oggi ha coinvolto l'elicottero AW 139 marche I-TNCC, nei pressi di Madonna di Campiglio, ad una quota elevata. L'Ansv ha disposto l'invio di un team investigativo.

Elicottero caduto sopra Monte Nambino, al Nucleo elicotteri di Trento parla il responsabile Servizio antincendi Ivo Erler.

Aggiornamento

Sono in corso le operazioni di recupero dell'equipaggio del 118 Trentino emergenza coinvolto nell'incidente aereo avvenuto poco dopo le 13,30 nei cieli sopra Monte Nambino (2650 metri di altitudine). Fortunatamente non si registrano decessi. Le persone che hanno riportato le ferite più serie sono Andrea Guerresi, tecnico di volo, trasportato all'ospedale Santa Chiara per politraumatismo, assieme alla vittima delle valanga che aveva allertato il pronto intervento.

Il medico a bordo del velivolo, Matteo Zucco, sembra abbia riportato alcune fratture. Lievi ferite per gli altri componenti l'equipaggio. L'elicottero era guidato da Andrea Giacomoni, pilota di grande esperienza.

Tragedia sfiorata.

Tragedia sfiorata questa mattina nei pressi del Monte Nambino. Un elicottero della Protezione Civile è precipitato in fase di atterraggio. Stava andando a recuperare una donna che mentre faceva un'escursione con il marito è rimasta travolta da una valanga. 

Le persone che hanno riportato le ferite più serie sono Andrea Guerresi, tecnico di volo, trasportato all'ospedale Santa Chiara per politraumatismo, assieme alla vittima delle valanga che aveva allertato il pronto intervento. Il medico a bordo del velivolo, Matteo Zucco, è rimasto ferito ad un braccio. 

A causa delle condizioni meteo ci sono ancora otto persone sul luogo, compresi i soccorritori, in attesa di essere riportate a valle. 

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