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Case Itea: caccia

a chi non paga l'affitto

Lo scorso anno 23 sfratti. 3.000 solleciti e 380 revoche

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Nel 2016 Itea ha inviato complessivamente oltre 3.000 solleciti a utenti che hanno dimenticato di pagare almeno tre mensilità. E per coloro che hanno dimostrato di non essere in grado di pagare dopo diversi solleciti, poi, sono scattate 124 revoche degli appartamenti e 23 sfratti eseguiti, le prime e i secondi portati a termine dalle Comunità di valle.

La situazione, secondo i dati dell’Itea, l’anno scorso si è rivelata come una delle peggiori degli ultimi anni, anche se in calo rispetto al 2015 che è stato quello in cui i dati sulla morosità hanno mostrato un’impennata di molti indicatori.

Intanto, per venire incontro agli inquilini che vogliano avere più informazioni possibili sulla propria situazione e evitare anche di cadere in una situazione di mancato pagamento, Itea ha attivato il portale utenti. Con la nuova interfaccia, facile da navigare, l’utente può consultare da pc, smartphone o tablet, i dettagli del proprio contratto di locazione, controllare il proprio saldo, le proprie spese e persino seguire lo stato di avanzamento degli interventi di manutenzione richiesti al call center Itea, sia per il proprio alloggio che per le parti comuni dell’edificio in cui risiede.

L’ANNO SCORSO 23 SFRATTI

Nel 2016 sono stati in totale 23 gli sfratti effettuati, in aumento sui 22 del 2015. «Prima di arrivare a tale scelta - spiega il presidente di Itea Salvatore Ghirardini - si cerca davvero di fare di tutto per andare incontro al moroso». Ad esempio proponendo le rateizzazioni del debito verso l’Itea: l’anno scorso sono state avviate 1.132 rateizzazioni, di cui 85 riferite a utenti con contratto cessato. A partire dal maggio 2016 la società, poi, richiede «un contributo spese di istruttoria» di 15,01 euro per la richiesta di attivazione della rateizzazione del debito o di rinegoziazione di una rateizzazione. «Si può dire che questa manovra abbia influito positivamente sul numero delle rateizzazioni attivate - spiega Ghirardini - registrando una diminuzione delle domande rispetto all’anno precedente (nel 2015 erano 1.942) e riducendo così il fenomeno della “rateizzazione facile”».

TREMILA SOLLECITI, 380 REVOCHE

I solleciti inviati nel 2016 sono stati 3.068, di cui 100 a ex utenti. Il dato è più elevato degli anni precedenti perché comprende un’attività di sollecito anche del 2015. Se un inquilino non paga, poi, si procede con la procedura di revoca dell’appartamento Itea. L’anno scorso sono state inviate alle Comunità di Valle 382 proposte di revoca, mentre quelle adottate sono state 124 (erano state 142 nel 2015).

UN AIUTO AGLI UTENTI

Col nuovo portale per gli utenti, l’Itea vuole essere più trasparente. Accessibile dal sito della Pat per i servizi online, il portale utenti «nasce dalla volontà di garantire maggiore apertura della società nei confronti dell’utenza e di fornire un canale alternativo al sistema tradizionale di comunicazione finora adottato – spiega Ghirardini – Collegandosi al portale, con un semplice click, l’utente non solo potrà accedere ai dati che riguardano la propria posizione contrattuale ma potrà verificare ciò che Itea fa in termini di interventi di manutenzione, se la sua richiesta d’intervento è stata recepita e presa in carico dalla società».

«L’attivazione di questo nuovo strumento costituisce per noi un punto di partenza e non di arrivo – precisa Ghirardini - il portale, infatti, verrà implementato con nuove funzionalità e non si esclude che un domani possa diventare uno strumento interattivo».

IN AIUTO DI CHI È IN DIFFICOLTÀ, DURI NEGLI ALTRI CASI

Il fenomeno della morosità va ricondotto ad una amplissima serie di situazioni economiche, familiari e sociali dei nuclei assegnatari di cui Itea spa si prende cura. Nella maggior parte dei casi - spiegano da Itea - sono situazioni di fragilità economica spesso incolpevole, che la «società non può ignorare e deve affrontare in maniera fattiva, conciliando l’aspetto gestionale con quello sociale e avendo come obiettivo prioritario quello della salvaguardia della situazione abitativa delle famiglie».

Questo non significa che la società non metta in atto adeguati presidi per il controllo del fenomeno, soprattutto «laddove la morosità non deriva da una situazione acclarata di fragilità economica del nucleo assegnatario. È bene tener presente che nel caso specifico del calcolo della morosità con il termine “utente” si fa riferimento sia agli inquilini che agli utenti proprietari, commerciali, o enti/associazioni di varia natura» conferma il presidente dell’Itea Salvatore Ghirardini.

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