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Il blitz dei Nas

in ospedali e case di riposo

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Le immagini del pronto soccorso dell’ospedale civile di Nola, in provincia di Napoli, con due pazienti distesi sul pavimento mentre gli operatori sanitari - in assenza di barelle disponibili - prestavano loro le cure a terra, dalla rete sono rimbalzate su tutti i tg, offrendo una fotografia drammatica della sanità campana.

A Nola, come in oltre duecento ospedali italiani, da metà dicembre ad oggi i carabinieri del Nas (Nuclei antisofisticazioni e sanità dell’Arma) hanno eseguito controlli straordinari, per misurare il livello di efficienza dei servizi di assistenza, attraverso una verifica della parte strutturale, ma anche organizzativa.

Tra le strutture finite sotto la lente dei militari per la tutela della salute anche i pronto soccorso e una quindicina di case di riposo della nostra provincia. Il responso delle ispezioni è senza dubbio positivo: non sono state infatti riscontrate carenze strutturali o organizzative né sono emerse criticità. Dunque servizi di assistenza «promossi».

UNA SETTIMANA DI CONTROLLI

Le verifiche dei carabinieri del Nas di Trento sono iniziate il 13 gennaio a Rovereto e si sono concluse ieri, con la «visita» al pronto soccorso di Arco. Nel giro di una settimana i militari per la tutela della salute hanno verificato la situazione di tutti e sette gli ospedali, recandosi dunque anche al pronto soccorso di Tione, Borgo, Cavalese, Santa Chiara di Trento e Cles. L’attività non si è pertanto concentrata solo negli ospedali con il maggiore numero di accessi al pronto soccorso - a Rovereto, per esempio, dal 1° al 13 gennaio gli utenti registrati sono stati ben 1.522 - ma si è estesa anche alle strutture periferiche.

BLITZ IN ORARI DIVERSI

I controlli nelle strutture ospedaliere sono avvenuti in orari e giorni diversi: blitz dunque a sorpresa, al fine di fotografare la reale situazione del pronto soccorso in una giornata normale di lavoro. In alcuni casi i carabinieri si sono presentati al mattino, altre volte invece l’ispezione è stata condotta di sera o nel pomeriggio.

I CRITERI PER LE VERIFICHE

Ma come si misura l’efficienza di un pronto soccorso? In questi casi negli ospedali trentini, come in quelli del resto d’Italia, i militari utilizzano gli stessi parametri. Una decina di fattori che servono per capire se l’organizzazione è adeguata, se i tempi di attesa sono corretti (tenendo ovviamente conto del numero di accessi registrati e della gravità delle patologie). Nel dettaglio l’Arma ha dunque verificato la gestione organizzativa, i parametri strutturali, i posti letto, i parametri assistenziali, gli accessi avvenuti, i tempi d’attesa, le attrezzature medicali, le specialità medicinali, in relazione alla corretta custodia dei farmaci e la gestione organizzativa dei posti letto.

NESSUNA CRITICITÀ NÉ SANZIONI

Al termine dei controlli, a seconda del quadro emerso, i militari possono indicare se vadano adottate soluzioni diverse per migliorare il servizio o riscontrare violazioni. In nessuno degli ospedali trentini sono emerse irregolarità o elementi critici né sono state date prescrizioni: si può dunque dire che l’esame del Nas è stato superato.

LE VERIFICHE NELLE CASE DI RIPOSO

L’attività dei Nas, come detto, ha riguardato anche le case di riposo. Da dicembre sono state una quindicina le strutture che accolgono persone anziane e spesso non autosufficienti visitate. Anche in questo caso non sono state elevate sanzioni né individuati problemi particolari all’interno delle Rsa.

L’attività di controllo delle case di riposo si è concentrata durante il periodo di Natale ed ha permesso di testare anche il livello di soddisfazione dei parenti presenti in occasione delle festività.

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