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Rifugio Tonini distrutto da un incendio

I gestori Hana e Narciso attoniti

«Se ne va un pezzo della nostra vita»

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Hanno lottato come leoni per salvare il rifugio Tonini, poi si sono dovuti arrendere alle fiamme. Quasi tutti i loro effetti personali sono andati in fumo. Dalle fiamme hanno salvato solo la cassa, la fedele fisarmonica e poche altre cose. Il resto l’ha divorato l’incendio.

Hana Poncikova ha le lacrime agli occhi mentre osserva le fiamme che avvolgono il «suo»  rifugio. Tra quelle mura ha trascorso insieme al marito Narciso Casagranda 26 anni, un bel pezzo di vita.

«Non doveva finire così - si lamenta Hana, che ormai parla trentino benché sia originaria della Repubblica Ceca - dopo tanti anni trascorsi su queste bellissime montagne. Pensavamo di andare avanti ancora due o tre anni, poi avremmo passato la mano, non senza qualche rimpianto perché i nostri anni al Tonini sono stati bellissimi. Invece è finita, è bruciato tutto....».

Renzo Franceschini abbraccia Hana cercando di confortare la donna che per anni ha diretto con grande successo il Tonini, dove un sorriso e un piatto caldo non venivano mai negati: «Hana - esorta il  presidente della Commissione rifugi della Sat - l’importante è che  stiate tutti bene. Nessuno si è fatto del male e questa è la cosa più importante. I rifugi si possono sempre ricostruire...».

Hana è inconsolabile. Per lei, il marito, le tre figlie, il Tonini è molto di più di un rifugio. È la missione di una vita, il luogo a cui sono legati tanti, bellissimi ricordi.

Hana Poncikova, anche di fronte all’incendio, mostra il suo piglio di sempre. Chiama la figlia e le dà indicazioni: «A casa trovi in un libro grigio i nominativi di tutti gli ospiti che avevano prenotato per Capodanno. Bisogna chiamare tutti per dare la disdetta e spiegare che il rifugio è bruciato. Restituiremo le caparre che avevano versato». Per il cenone di San Silvestro il rifugio Tonini era tutto esaurito da oltre un mese. Un segno del successo di questa struttura alpina  confermato anche dalle ottime recensioni su Tripadvisor per la sua cucina.

A portare conforto ai gestori  ci sono i vertici della Sat: il presidente Claudio Bassetti, il presidente della sezione di Pinè Mattia Giovannini, Livio Noldin dell’Ufficio tecnico, Renzo Franceschini della commissione rifugi, il direttore Claudio Ambrosi. Nessuno si riesce a capacitare per quanto accaduto. Il rifugio Tonini era stato ristrutturato nel 2009 rispettando tutti i parametri di sicurezza. I camini erano stati sostituiti ed erano tutti a norma.

Narciso Casagranda racconta di aver avvertito uno strano odore di bruciato mentre si trovava fuori dal rifugio. Si è subito dato da fare per capire da dove arrivasse il fumo. «Quando ho capito che era la canna fumaria sono subito salito sulla copertura con gli estintori. Ho diretto il getto nella canna fumaria ma nonostante l’uso di numerosi estintori le fiamme non siamo riusciti a bloccarle». Il gestore ha avuto anche l’accortezza di mettere al sicuro alcune bombole.

Il futuro ora è un punto interrogativo. Per i gestori la distruzione del Tonini è un colpo durissimo, anche economicamente. Ma ancor più è una ferita al cuore. Una decina di giorni fa Hana Poncikova aveva festeggiato al Tonini il suo compleanno: «Abbiamo ricordato quanti bei ricordi sono legati a questo posto. Le nostre figlie sono crescite anche qui».

Bassetti assicura che il Tonini sarà ricostruito, «più bello di prima». Al taglio del nastro speriamo di ritrovare anche Hana e Narciso.

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