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Poli: dubbi sui 130 esuberi al Sait

«In realtà ci rubano il personale»

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Mauro Poli, responsabile marketing dell'omonima catena di supermarket

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Renato Dalpalù, presidente di Sait

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2 minuti 47 secondi

Esubero di 130 dipendenti al Sait? Ma la Cooperazione ci ruba il personale.

Sulla questione degli annunciati tagli nel sistema cooperativo trentino (settore alimentare) interviene Mauro Poli, dell’omonima catena di supermercati.

L’annuncio di Renato Dalpalù, presidente del Sait, che ha reso nota la decisione di tagliare 130 unità all’interno del personale, non convince la dirigenza del gruppo concorrente.

Interpellato dall’Adige per esprimere un commento, Mauro Poli (responsabile dell’area marketing della realtà che conta oltre 1.700 dipendenti) dice: «Non vogliamo entrare nel merito, poiché non conosciamo nel dettaglio il quadro, ma suona strana questa scelta, e non solo per la cifra folle del personale interessato».

Nell’intervista uscita domenica sul nostro giornale, il presidente Dalpalù ha parlato di mercato saturo e della necessità di tagli, un sacrificio necessario per salvare il Sait nella sua globalità.

Poli si dice perplesso: «Significherebbe che fino a ieri 130 persone non avevano un impiego, erano superflue, visto che oggi se ne può fare a meno. Ci sono però dei servizi incomprimibili, indipendentemente dal numero di punti vendita. Per questo sentir dire che 130 persone non servono risulta incomprensibile».

Sait va forte nel campo dei piccoli punti vendita periferici, ma Poli risponde negativamente alla domanda su un eventuale investimento per insidiare il primato delle famiglie cooperative. «Noi non decidiamo di investire in un’ottica di competizione ma calibriamo gli investimenti in funzione di mercati che riteniamo poco coperti - spiegano da Poli - Oggi abbiamo una buona presenza in quasi tutte le zone del territorio. Questo naturalmente non significa che non valuteremo eventuali opportunità future».

Certo il mercato, soprattutto per quanto riguarda il capoluogo, è saturo e non c’è spazio per altri soggetti. Ma sono in arrivo altri punti vendita e nuovi colossi imprenditoriali, su tutti Aldi, catena che per offerta di prodotti si avvicina più alla tipologia del discount, comunque un ulteriore competitor sulla scena. «Questo sarà un problema che riguarderà tutti i soggetti che operano nel nostro campo - afferma Poli - non possiamo bloccarli ma possiamo e dobbiamo migliorare la nostra offerta come risposta».

E contro il «sistema Cooperazione» si scatena anche il centrodestra del Consiglio provinciale, che chiede il licenziamento dei capi del Sait, di chi avrebbe portato alla crisi. «Chi sbaglia deve pagare e a sbagliare non sono stati certo i lavoratori». Parole della consigliera provinciale Manuela Bottamedi (Gruppo Misto).

Bottamedi ha parlato in una conferenza stampa stamani a Trento insieme ai consiglieri Giacomo Bezzi (Forza Italia), Claudio Cia (Agire)e Maurizio Fugatti (Lega Nord), riuniti proprio per discutere la vicenda dei lavoratori, esprimendo «totale solidarietà ai 130 dipendenti che dovranno pagare con il posto di lavoro anni di errori gestionali e scelte sbagliate operate dai vertici dell’azienda cooperativa».

I consiglieri chiedono la testa dei manager. Di fronte a uno shock occupazionale di tale portata ritengono che «la politica provinciale abbia il dovere di fermarsi, anzitutto per capire chi siano i responsabili di queste spregiudicate e creative operazioni finanziarie, amministrative, immobiliari e occupazionali totalmente in contrasto con lo scopo mutualistico e sociale di una cooperativa».

«Dopo tale verifica - aggiungono - si renderà necessario procedere con urgenza alla rimozione dei responsabili (anche attraverso il commissariamento, se vi saranno gli estremi), alla tutela integrale dei posti di lavoro e alla rinascita di un gruppo cooperativo che abbia davvero al centro i suoi soci e i suoi lavoratori, spirito finora totalmente tradito».

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