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Tutti con Gabriele Demitri

Da 22 anni è in coma vegetativo

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Sono trascorsi più di ventidue anni da quel maledetto 31 luglio 1994, quando Gabriele Demitri ebbe un gravissimo incidente stradale nei pressi di Ravina. Un schianto che lo ridusse in coma vegetativo, in condizioni di minima coscienza, privandolo di una vita serena e di una carriera nella polizia.

Ma c’è chi in questi lunghi e difficili ventidue anni non l’ha mai lasciato solo, nemmeno per un giorno. Sono, prima di tutto, la mamma Maria e il papà Osvaldo, due esempi, due simboli di quanto l’amore dei genitori possa andare oltre ogni difficoltà, oltre l’età, oltre la propria vita personale.

A confermarlo è Raffaele Sinapi, presidente della sezione di Trento dell’Associazione nazionale della polizia di Stato. «Sono due angeli custodi, due persone dal cuore immenso, che hanno rinunciato alla loro vita personale per stare accanto al figlio. Per loro non c’è Natale e non c’è la domenica, non ci sono le ferie e non ci sono i viaggi o le gite: tutti i giorni da ventidue anni a questa parte si recano dal loro Gabriele, da mattina fino a sera, per accudirlo e stargli accanto».

Il signor Osvaldo, ex appuntato dell’arma dei carabinieri in congedo, dopo quarant’anni di lodevole servizio, ha 82 anni. La signora Maria ne ha 77. E nonostante la naturale stanchezza di quell’età dedicano ogni giornata al loro Gabriele. Con orgoglio e con dignità, senza mai chiedere nulla o lamentarsi. Lo massaggiano, lo vestono, lo accudiscono, offrendogli cure indispensabili per la sua sopravvivenza.

Sono anche riusciti a instaurare una sorta di linguaggio con il figlio, interpretando le richieste che arrivano tramite il batter di ciglia.
Dopo tredici anni a Villa Rosa di Pergine, Gabriele per altri nove è stato ospite del progetto Namir, istituito dalla Provincia autonoma di Trento presso la Rsa di Povo. Da due anni a questa parte il progetto è naufragato per mancanza di fondi. Nel concreto lo sfortunato ex poliziotto deve condividere la stanza con un’altra persona: un fatto che, in altre situazioni, sarebbe assolutamente normale e perfino positivo, ma nel caso specifico diventa un ulteriore motivo di sofferenza e di difficoltà per i genitori.

Osvaldo e Maria che, però, ieri hanno potuto ritrovare il sorriso. Il merito va all’Associazione polizia di stato, che ha organizzato una piccola ma significativa cerimonia di consegna ufficiale degli attestati di socio ad honorem dell’Anps.

Un momento ufficiale, utile per dare un segnale di vicinanza alla famiglia Demitri e per ribadire che il loro figlio non è stato abbandonato o dimenticato. Significativa, in tal senso, la presenza del questore di Trento Massimo D’Ambrosio, che ha voluto esserci personalmente per portare un saluto a Gabriele e ai suoi genitori.

«Abbiamo scelto questa data - prosegue Raffaele Sinapi, amico insieme a tanti soci Anps dei Demitri - non a caso: oggi, infatti, è l’onomastico del nostro sfortunato collega. E poi è l’occasione per stringerci attorno a questi esemplari genitori, che hanno dimostrato di essere forti come le rocce, ma che hanno sempre bisogno di parole di conforto e di sostegno morale».

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