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Il collezionista di reati

è finito in cella

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Il collezionista di reati finisce in carcere. Questa notte verso le ore 00.40 la Squadra volante ha arrestato, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare, richiesta dalla pm Antonella Nazzaro ed emessa dal gip Marco La Ganga,  Melki Morad, nato in Tunisia il 20 marzo 1977, senza fissa dimosta, perché responsabile del reato di ricettazione commesso il 27 e dei reati di tentata rapina e furto aggravato commessi il 28 settembre.
 
In particolare lo straniero il 27 era stato denunciato per il reato di ricettazione perché trovato in possesso di una bici da donna di cui non sapeva giustificarne il possesso. Il giorno dopo la volante lo aveva rintracciato verso le ore 06.30 in via Oss Mazzurana e, in assenza di flagranza - come spiega una nota della Questura - lo aveva denunciato per tentata rapina e furto, perché verso le 05.00, aveva tentato di rapinare con un coltello un panettiere, non riuscendovi per la pronta reazione della vittima, che riusciva a risalire sul veicolo allontanandosi.
 
Inoltre, era stato denunciato perché, qualche ora prima, si era introdotto all’interno del negozio Incontro rubando merce per 25 mila euro. Merce recuperata e restituita al legittimo proprietario. Sempre nella stessa giornata, l’uomo si era infine reso responsabile dell’ennesimo reato: aveva infranto i vetri della porta di ingresso dell’esercizio commerciale in via  Belenzani, asportando dal negozio di 10 bottiglie di bevande alcoliche ed altri oggetti. 
 
A seguito dei diversi fatti delittuosi  - prosegue la nota - l’autorità giudiziaria, sulla scorta delle attività della polizia giudiziaria operante, richiedeva ed otteneva immediatamente provvedimento di custodia cautelare in carcere, eseguito alcune ore dopo dalla squadra volante. Questi eventi concatenati nel tempo dimostrano - viene evidenziato - come nel caso in questione, «anche a fronte delle garanzie di legge che non permettono di procedere all’arresto quando è trascorsa la flagranza, il lavoro della magistratura  e della polizia giudiziaria può, nel brevissimo tempo, attraverso l’emissione di un provvedimento restrittivo della libertà personale di indubbia efficacia, arginare fenomeni delittuosi che possono incidere nella fiducia dei cittadini». 
 
Con l’occasione il questore sottolinea come la sinergia tra la magistratura e la Polizia di Stato, che nel giro di poche ore ha permesso di condurre in carcere un soggetto pericoloso per la cittadinanza, impedendo la possibilità che l’interessato reiterasse atteggiamenti illeciti pericolosi, non possa che riconfermare quell’affidamento che il cittadino ha nelle Istituzioni, senza perdere di vista le garanzie procedurali operative previste dalle legge.
 

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