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La prima campanella

per 15 mila bambini

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Due cose saranno indispensabili nella borsa di tutte le mamme (o nelle tasche dei pantaloni dei papà) trentini questa mattina: un pacchetto di fazzoletti, perché una lacrimuccia è quasi d’obbligo, e il telefonino o la macchina fotografica, perché uno scatto o un selfie davanti alla porta d’ingresso è indispensabile per immortalare un momento importante nella vita di ogni famiglia. Questa mattina, infatti, 15.391 bambini varcheranno la porta di una della 269 scuole materne, o meglio dell’infanzia, per essere più corretti, disseminate sul territorio provinciale.
 
Con loro ci saranno 2.105 insegnanti, più i cuochi e tutti il personale che lavora per far funzionare alla perfezione queste strutture. A questi vanno aggiunti le centinaia, anzi migliaia di bambini che inizieranno questa mattina il proprio anno negli asili nido trentini, insieme a educatrici e personale. I consigli per le famiglie sono semplici e forse banali, ma fondamentali: come dice la pedagogista del Comune di Trento Magali Pladys, mamme e papà non dovranno caricare di eccessive aspettative questa giornata, mostrandosi fiduciosi e tranquilli davanti ai propri pargoli. 
 
Ieri anche il governatore Ugo Rossi, intervenuto a una giornata di formazione organizzata dalla Provincia di Trento alla presenza di un migliaio di insegnanti delle scuole dell’infanzia, a Mezzocorona, ha voluto fare un in bocca al lupo a genitori e bambini per la giornata di oggi: «Domani (oggi per chi legge ndr) purtroppo non potrò trascorrere, come d’abitudine, il primo giorno del nuovo anno scolastico assieme ai bimbi poiché sarò a Roma: desidero però augurare a tutti i bambini del Trentino e alle loro famiglie un anno ricco di nuove esperienze e di crescita personale. Il mio augurio va anche a tutto il personale della scuola, che con dedizione ed entusiasmo accompagna i nostri figli in questo importante percorso di crescita».
 
 
I numeri. 
 
Sono 15.391 i bambini iscritti alle scuole dell’infanzia per l’anno scolastico 2016/17: 9.511 (61,8%) frequenteranno le scuole equiparate e 5.880 (38,2%) le scuole provinciali. La flessione è pari al 2,45%. La presenza di bambini di altra cultura rimane significativa. Sono in totale 2.173 pari al 14,12% del totale degli iscritti. Sono 111 bambini in meno rispetto all’avvio 2015 ma la percentuale sul totale degli iscritti è pressoché invariata rispetto al 2015, tenuto conto del complessivo calo delle iscrizioni. Le provenienze sono svariate. Spiccano i paesi dell’Est europeo (1.217 su 2.173) in particolare i bambini provenienti dalla Albania (380) e dalla Romania (374). Rilevante è anche la presenza di bambini provenienti da paesi dell’Africa (560) con una decisa prevalenza dall’area magrebina (Marocco 290; Tunisia 107; Algeria 53). Seguono in ordine di grandezza i bambini provenienti dall’Asia (320) e i bambini sudamericani (63).
 
Gli orari.
 
La domanda delle famiglie per la fruizione del servizio di prolungamento d’orario continua a essere particolarmente rilevante: i richiedenti sono circa il 52% sul totale degli iscritti alla scuola dell’infanzia. Sono, infatti, 7.991 (sui complessivi 15.391) i bambini per i quali è stata fatta richiesta di prolungamento, con modalità differenziate che possono arrivare fino alle tre ore giornaliere ulteriori a quelle di apertura standard di sette ore.
 
Innovazione. 
 
Decolla con il nuovo anno scolastico l’individuazione di posti di sezione con competenza linguistica. Sono 90 nelle scuole provinciali, di cui 16 già assegnati a gennaio 2016 e 42 nelle scuole equiparate ai quali sono da aggiungere ulteriori 7 assegnazioni di ruolo. 150 sono le scuole potenzialmente attive con le lingue sul totale di 269, destinate a crescere per via di un massiccio investimento nella formazione dei docenti. Altro canale di forte sviluppo è l’area della media education, grazie a I-Theatre. In 3 sezioni di scuola dell’infanzia, parte anche la prima sperimentazione di percorsi educativi di scuola dell’infanzia secondo la metodologia pedagogica montessoriana.
 

 
I consigli della nutrizionista
 
Un aspetto importante, anzi fondamentale, nella vita quotidiana dei bambini in asili nido e scuole materne è quello dell’alimentazione. Nulla viene lasciato al caso è l’attenzione al menù è altissima. Lo conferma la dietista del Comune di Trento Anita Graffer. «Le nostre linee guida sono contenute nel testo dell’Azienda Sanitaria “Alimentazione sana a scuola e in famiglia”, che è una sorta di Vangelo sia per la scelta dei cibi sia per la quantità. Noi predisponiamo un menù, tenendo conto delle esigenze e ovviamente della stagionalità». 
I pasti sono di qualità. 
«Frutta e verdura sono biologiche al 90% e anche tutti gli altri prodotti sono di alta qualità. Predisponiamo dei menù per la primavera/estate e per l’autunno/inverno, alternando pasta, legumi, carne». 
Sulle quantità come ci si regola? 
«Noi indichiamo le dosi giuste, poi le singole educatrici o insegnanti distribuiscono i pasti usando qualche stratagemma nei confronti dei bambini più ghiotti: magari si dà una prima porzione più piccola se poi si è certi della richiesta di bis. Le verdure le diamo sempre come antipasto, ovvero nel momento in cui i bambini hanno più fame e siamo certi che le mangino». 
 
 
L’impressione è che negli ultimi anni siano aumentate molto le esigenze alimentari legate alle malattie: è vero? 
«Intolleranze, allergie e celiachia sono effettivamente in aumento, ma noi abbiamo dei menù personalizzati, per garantire una dieta equilibrata». 
E le richieste per motivi religiosi o etici? 
«Il vero aumento va in questo senso, più che per intolleranze o allergie. Anche in questo caso accogliamo le richieste e adattiamo i cibi». 
Richieste di genitori vegetariani o vegani ce ne sono? E vanno accontentate? 
«In sostanza no. Il tema è comunque molto delicato e complicato, soprattutto per bambini così piccoli che hanno bisogno di un’alimentazione completa». 
I consigli per la giornata alimentare tipo? 
«La colazione a casa è necessaria, non un optional. Poi c’è lo spuntino con la frutta e il pranzo, con primo, secondo e due contorni. I genitori controllino il menù e a cena non ripetano: se a mezzogiorno hanno mangiato carne, la sera diano uovo o formaggio. La merenda non va ripetuta: se proprio bisogna spezzare la fame si dia un frutto».

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