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Campagna «Fertility Day»

È bufera sul ministero

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Il 22 settembre sarà il Fertility Day, ovvero il giorno della fertilità, una campagna voluta e promossa dal ministro della salute Beatrice Lorenzin. L'obiettivo, evidente, è quello di contrastare il forte calo demografico. Ma non si è deciso di puntare su un welfare più forte, su politiche per il lavoro femminile, su aiuti e incentivi per le giovani coppie, su costi (per i nidi, ad esempio, più contenuti): si punta l'indice sulla fertilità, vista come un bene comune.

Tra i messaggi, affidati a una serie di cartoline, quello di diventare madri il prima possibile. "Fate figli per la patria", si potrebbe dire, riesumando vecchi slogan fascisti. La pagina Facebook ufficiale dell'evento non sta avendo grande successo, visti i miseri 81 Mi Piace. Le reazioni, soprattutto delle donne (ma non solo) sono invece tantissime. Basta cercare un po' su Twitter per rendersi conto di quanto poco sia piaciuta la campagna.

LE REAZIONI 

Il Movimento 5 Stelle 

"Se non fosse drammatico ci sarebbe da ridere. Ma stanno giocando sporco sulla pelle di milioni di italiane, e di italiani, e da ridere non c'è proprio nulla. Il ministro Lorenzin lancia niente di meno che il fertility day, per esaltare in un modo medioevale il concepimento in età giovane, perchè se si fanno figli da giovani si è più creativi, scrive l'illuminato ministro della Salute. Perchè "la procreazione è un bene comune", si legge nelle locandine diffuse da questo governo che ormai ha perso del tutto il contatto con la realtà". Lo affermano, in una nota, le parlamentari M5s di Camera e Senato, che aggiungono "glielo rammentiamo noi: non è che rinunciare a diventare genitori sia una moda da scoraggiare o una consuetudine capricciosa. Non si fanno figli perchè non si può".    
 
"Le donne, prima di mettere al mondo un figlio responsabilmente pensano al domani. Non c'è lavoro, come ci dice proprio oggi l'Istat: 51 mila donne hanno perso il loro impiego e altre 52 mila hanno perso le speranze di trovarne uno. Sono dati ufficiali, proprio di oggi - proseguono -. Curioso che poi per questo governo l'acqua non sia un bene comune ma la procreazione sì".    
 
Su Facebook la senatrice Paola Taverna ha ricordato a questo governo che "Le donne, prima di mettere al mondo un figlio, devono fare i conti con uno Stato che se ne frega delle famiglie e dei bambini. Uno Stato che privatizza la scuola pubblica, che non offre asili nido gratuiti, che costringe i lavoratori al precariato permanente dei voucher e dei finti contratti "indeterminati". Uno Stato che con la "buona scuola" separa le insegnanti dai figli con destinazioni ai confini della realtà. Uno Stato che privatizza la Sanità, che ti consiglia un'ecografia morfologica al quinto mese, ma poi se provi a prenotarla te la danno che tuo figlio ha 5 anni. Uno Stato che, invece di aiutare i nuovi italiani a nascere, sta aiutando i vecchi italiani a morire".    
 
"Il vostro fertility day dovreste ribattezzarlo hypocrisy day. Quella è l'unica dicitura che non vi verrebbe tacciata come milionesima bugia", concludono le parlamentari M5s. 
 
Roberto Saviano

Ecco la nuova, sorprendente trovata del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin: il #FertilityDay, da festeggiare il 22 settembre (per inciso, il giorno del mio compleanno... non poteva farmi regalo peggiore).

Ed ecco le cartoline costruire ad hoc per l'evento.
Le trovate nell'immagine di questo post.
Le analizziamo insieme?

 

1) "La bellezza non ha età, la fertilità sì"
Vuol dire, semplicemente, affrettatevi a fare figli: non avete un lavoro stabile? Che importa. Non siete certi che il vostro partner sia quello giusto? Mio Dio quanti problemi vi fate. Forza, procreate, fatelo a cuor leggero, ché dove mangiano due mangiano tre.

2) "La fertilità è un bene comune"
Non lo è. Non è come l'acqua. La fertilità è una caratteristica fisica individuale. Il Ministero della Salute dovrebbe fare ricerca e rendere accessibile la procreazione per quelle coppie affette da sterilità e non invitare genericamente a fare figli. Research&development dovrebbe essere la tendenza e invece questi ci riportano al Medioevo.

3) "Genitori giovani. Il modo migliore per essere creativi"
Da ovazione, in un Paese con il tasso di disoccupazione come quello italiano, dove chi ha talento, ambizioni e speranze emigra; dove chi non ha la solidità economica di un famiglia che possa garantire studi e accesso alla professione, lascia il Paese, sembra una presa in giro. Immagino che tutti i neogenitori quarantenni avrebbero voluto avere figli a venticinque anni, ma magari al tempo si stavano facendo le ossa, stavano lavorando gratis per qualche azienda, stavano forse trovando difficoltà a entrare nel mondo del lavoro e quindi, responsabilmente (loro sì, per fortuna) avranno pensato che per un figlio ci sarebbe stato tempo.

(e ultimo, tiriamo un sospiro di sollievo)
4) "La Costituzione tutela la procreazione cosciente e responsabile"
Dove in rosso, evidenziato, non trovate "cosciente e responsabile", ma "procreazione". Per i nostalgici, un tuffo nel passato.

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