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Bimbo disabile, medico nei guai

Guerra di perizie opposte

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Il dato che nessun processo e nessuna medico potrà mai cambiare è che il piccolo Antonio (il nome è di fantasia, ndr) non sarà mai un bambino come gli altri: le sue capacità cognitive ma anche motorie sono compromesse per sempre dalla nascita. E pensare che prima di venire al mondo Antonio era probabilmente un bambino normale, ma qualcosa nella delicata fase del parto è andato storto. Un errore del medico ginecologo del S. Chiara che quella notte, era il dicembre del 2012, seguì la partoriente senza capire che il bambino era in sofferenza e dunque bisognava intervenire di corsa con un taglio cesareo? Oppure una fatalità, visto che il medico avrebbe seguito scrupolosamente quanto previsto dai protocolli?

La risposta, ad un caso che dimostra ancora una volta come in medicina spesso non ci siano certezze, la darà il Tribunale di Trento. Il ginecologo, infatti, è stato rinviato a giudizio dopo che il giudice Francesco Forlenza ha disposto l'imputazione coatta per lesioni gravissime accogliendo l'opposizione all'archiviazione presentata dall'avvocato Franco Busana, legale dei genitori di Antonio. Il processo si giocherà soprattutto sul terreno della medicina più che del diritto, a colpi di consulenze e perizie da parte di illustri ginecologi e professori universitari che, valutando il medesimo caso, sono arrivati a conclusioni diverse, anzi opposte. 

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