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Trentino Trasporti, polemiche

per la «ballerina» sul Web

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Una vignetta innocente ed ironica, che ha tuttavia turbato alcune utenti di Trentino Trasporti - tra cui l’ex segretaria dell’Upt Donatella Conzatti - tanto da spingere l’azienda a rimuoverla. È una polemica scoppiata tra lo stupore di molti, a partire dai vertici aziendali con la presidente Monica Baggia, quella che nelle ultime ore ha visto per protagonista un simpatico invito al senso civico.

Trentino Trasporti lunedì aveva infatti deciso di pubblicare sui propri profili social - come accade spesso - uno dei disegni dell’autore Marco De Angelis della serie «Galateo del mezzo pubblico», realizzata per l’Asstra (Associazione delle società ed enti del trasporto pubblico locale): l’interno di un bus con distinti utenti seduti su alcuni dei sedili, ai lati. Al centro, una ballerina di pole dance che si esibisce reggendosi ad uno dei famosi «appositi sostegni» scambiato per un palo da discoteca e circondata da una piccola band di suonatori.

Il messaggio, innocente e chiaro, è ribadito da una didascalia per chi non lo avesse colto dalle immagini: «Non dare spettacolo a bordo dei mezzi pubblici». Un invito simpatico dunque non certo a denudarsi tra la fermata di via Travai e quella di piazza Venezia, ma in generale a non ascoltare musica a volume troppo alto con le cuffiette, oppure a non parlare a voce alta al cellulare mettendo in mostra, in questo caso davvero, i fatti propri.

Un messaggio che tuttavia non è stato compreso da un gruppo di donne che ieri si è rivolto ai vertici di Trentino Trasporti per chiedere la rimozione della vignetta. «Ci hanno chiamato delle utenti per esprimerci il loro disappunto», ha spiegato la presidente Monica Baggia, che ha dovuto incassare anche le critiche, come detto, di Donatella Conzatti su Twitter: «Non è un “clichè arcaico” per chi svolge un servizio pubblico e quindi social-culturale??».

Proteste a fronte delle quali la vignetta è stata rimossa. «E la cosa mi è spiaciuta in modo particolare in quanto donna e da sempre molto sensibile all’utilizzo distorto delle immagini del corpo femminile. Sinceramente credo che quella vignetta non avesse nulla di discriminante o offensivo per una donna. Era semplicemente un messaggio di buona educazione veicolato tramite un’immagine ironica ed accattivante».

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