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«Anziano costretto a fare un mutuo

per pagare le cure a sua moglie»

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Non solo di tasse, ma anche di casi umani si è parlato all’inaugurazione dell’anno giudiziario della giustizia tributaria. L’avvocato Andrea Di Francia, garante del contribuente, ha citato un caso figlio della crisi economica: un «contribuente trentino, anziano, il quale, per procurare alla propria moglie, gravemente ammalata, le necessarie medicine e visite specialistiche si è visto costretto a chiedere la cessione del quinto della pensione ed a contrarre un mutuo bancario. Chiesto aiuto all’ente pubblico, il povero contribuente è stato mandato da Erode a Pilato e alla fine i servizi sociali hanno dichiarato di non poter intervenire perché il contribuente superava il minimo Icef». 
 
Secondo Di Francia «questi bisogni primari avrebbero potuto e dovuto più e meglio essere soddisfatti anche mediante l’impiego delle ingenti somme che tuttora sono, illegittimamente, trattenute ancora da 62 ex consiglieri regionali taluno dei quali ha persino manifestato una inqualificabile arroganza che offende gravemente i contribuenti italiani, ai sacrifici dei quali soltanto, questi soggetti, devono tali somme (il riferimento è ad Eva Klotz che ha ricevuto oltre 900 mila euro di anticipo sul vitalizio, ndr). I contribuenti, peraltro, sono giustamente preoccupati per la mancanza di idonee garanzie atte ad assicurare la restituzione delle somme medesime. Non risulta infatti - sottolinea il garante del contribuente - che siano stati chiesti né ottenuti provvedimenti cautelari. Eppure sarebbe bastato un semplice sequestro convenzionale. Certo, questi signori avrebbero potuto rifiutarsi, ma così facendo avrebbero dimostrato tutta la loro mala fede!». 
 
Il garante del contribuente, che illustrerà la sua attività nel corso di una conferenza stampa il 18 marzo, si è imbattuto anche «negli illegittimi comportamenti di taluni comuni del Trentino i quali - rileva Di Francia - all’evidente scopo di batter cassa hanno trasformato ai fini Imu in edificabili terreni incapaci di accogliere persino la edificazione di un pollaio. Non solo, ma ciò è accaduto, talvolta, ancor prima che la edificabilità fosse varata con deliberazione comunale».

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