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Ditta acquista 12 caldaie

Poi sparisce senza pagare

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Prendendo in prestito il titolo della celebre pellicola di Woody Allen, «Prendi i soldi e scappa», questa vicenda si potrebbe riassumere con un «Prendi le caldaie e scappa». Già, perché i tre imputati per truffa hanno fatto proprio questo: hanno ordinato caldaie e stufe per 22 mila euro, rinviato i pagamenti con le scuse più disparate e poi hanno caricato tutto su un camion e sono scomparsi.

I casi di truffa, in tribunale, sono davvero all’ordine del giorno. Moltissime quelle legate all’acquisto di merci su siti di aste online, che poi non vengono recapitate al destinatario. Ma a quanto pare non sono solo gli apparecchi tecnologici a fare gola ai truffatori. In questo caso il raggiro messo a segno ai danni di una ditta di Trento riguarda caldaie murali a gas e stufe a pellet.

I tre imputati - due 43enni e un 40enne calabresi - nell’aprile 2014 si sono rivolti ad una azienda trentina dicendosi interessati ad una fornitura termoidraulica alla ditta di uno degli imputati, che operava a Spini.

La richiesta riguardava 12 caldaie murali a gas, per le quali è stato concordato un prezzo di 15.589,18 euro.

La ditta truffata, peraltro, prima di procedere alla consegna, ha anche fatto alcune verifiche in ordine all’affidabilità e solvibilità dei richiedenti, dal momento che non erano clienti noti, e tutto pareva in regola. Il materiale richiesto, tra il 2 e il 18 aprile, viene quindi consegnato.

Con la scusa di essere in attesa del pagamento di un cliente di Bergamo per un lavoro fuori provincia, la ditta consegna per il pagamento un assegno post datato.

L’acquirente, peraltro, in quell’occasione ordina anche delle stufe a pellet per un valore di 6.851 euro, che vengono consegnate.

I giorni passano e, con la scusa dell’avvicinarsi delle festività, il venditore viene invitato a ripresentarsi il 5 maggio.

Inutile dire che la ditta trentina non ha mai visto nemmeno un euro.

Anzi. Secondo quanto emerso dalle indagini il 29 aprile, dunque il giorno stesso in cui la merce è stata consegnata, il calabrese ha caricato tutto su un camion ed ha abbandonato la sede di Spini.

Qui, l’imputato, aveva il deposito e l’ufficio, ma alla dipendente viene dato il benservito e i tre imputati le dicono chiaramente di non presentarsi il giorno dopo.

I tre hanno impacchettato tutto e se ne sono andati. Le caldaie sarebbero state consegnate ad un’altra ditta, che poi le ha rivendute.

Al titolare dell’azienda truffata non è rimasto altro da fare che sporgere denuncia.

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