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Alle Iti Buonarroti

bisogna tenere la pipì

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I bagni delle scuole superiori. Ovvero, se quei muri potessero parlare. Siate sinceri: chi non si è mai nascosto (o meglio «imboscato») in quelle stanze per fumare una furtiva e ribelle sigaretta, per sfuggire a un'interrogazione, per confessare all'amico o all'amica un segreto o per lasciare una scritta, magari politica, magari d'amore, sulla porta? Sia chiaro, soprattutto nel primo e nel quarto caso si tratta di cose che non si possono fare e che meritano un rimprovero, di quelli da fare con il volto serio e corrucciato mentre si è di fronte al giovanotto colpevole, per poi sorridere e sospirare quando si è alzato e se n'è andato. 

Alle Iti Buonarroti di via Brigata Acqui, tuttavia, il problema non si pone: i bagni, infatti, sono chiusi a chiave durante le ore di lezione. Se c'è un'urgenza si esce dalla classe, con il permesso del prof, ovviamente, e si va in cerca della bidella che ha le chiavi per aprire la porta e permettere allo studente la tanto agognata e bramata pipì. La decisione delle porte chiuse ha una spiegazione ed è stata presa proprio per il primo e quarto dei punti citati sopra: alcuni studenti fumavano all'interno dei bagni e c'è stato qualche atto vandalico. Qualcuno riferisce anche di spaccio, ma si tratta solamente di voci tra studenti.

Per questi motivi è scattato «l'editto del water», che tuttavia ha creato qualche malumore negli studenti: alcuni, infatti, rivendicano il proprio diritto alla pipì quando vogliono, senza dover passare necessariamente per la bidella. Nessuna rivolta, per carità, e nessun elemento che faccia pensare a far diventare questa decisione un caso o un motivo d'inchiesta. Diciamo che si tratta di una decisione legittima, che fa tendenzialmente contenti i genitori e fa un po' arrabbiare alcuni degli studenti. 

Un problema, invece, più delicato è quello delle temperature all'interno dell'istituto: i serramenti piuttosto datati, infatti, non permettono di avere un «clima» sufficientemente alto e non sempre, appena entrati nelle aule e soprattutto nei laboratori, è necessario togliere la giacca, la sciarpa e il cappello. La questione compete però alla Provincia, l'unica ad avere i fondi necessari per mettere mano a porte e finestre che, in un istituto enorme come il Buonarroti, sono veramente tantissime.

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