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Paga il fuoristrada, ma non gli viene consegnato

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Il tribunale di Trento

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Il prezzo era stato pattuito, la cauzione anche. L'acquirente di un fuoristrada aveva versato senza problemi l'anticipo di 2mila euro sul conto corrente che il venditore di auto gli aveva fornito. Non aveva protestato neppure quando, due giorni dopo, era stato preteso il saldo dell'importo, altri 18.500 euro. L'importante - pensava ingenuamente - è che il mezzo prenotato gli fosse consegnato presto. Ma i soldi sono spariti e il fuoristrada pure.

All'acquirente, che si era rivolto ad un autosalone del Basso Trentino, non è rimasto altro che fare denuncia. Imputati per truffa sono i titolari della ditta, padre e figlio, e l'impiegata, loro parente. L'udienza di ieri è stata rinviata.

L'episodio, finito in un'aula del tribunale, era accaduto nell'estate 2013. Vittima un sessantenne che si era rivolto con fiducia al venditore: aveva visto il fuoristrada nell'autosalone e lo voleva comperare. Dopo una breve trattativa le parti erano convenute sull'importo ed avevano sottoscritto un contratto preliminare. Dopo la cauzione, il venditore ha preteso che l'intero importo venisse pagato.

Come è stato scoperto nel corso delle indagini, il conto corrente su cui è transitato il denaro non era quello dell'azienda come era stato spiegato all'acquirente ma corrispondeva al conto intestato all'impiegata: parte della cifra sarebbe stata subito «girata» ai creditori dell'autosalone e parte prelevata in contanti. Il fuoristrada esposto, inoltre, non era di proprietà dell'autosalone ma di un'altra ditta a cui è stato riconsegnato.

Il sessantenne trentino si è così ritrovato senza auto e con 20mila euro in meno sul conto corrente.                                                                                                

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